Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 31/26 2 agosto 2026 XVIII domenica del Tempo Ordinario




Compassionevoli come Gesù 

Il profeta Isaia, nella prima lettura di oggi, scrive: Così dice il Signore: O voi tutti assetati, venite all’acqua, voi che non avete denaro, venite; comprate e mangiate; venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte. Il Signore invita tutti in modo gratuito, nessuno è tenuto a pagare. C’è sicuramente in questo brano anche l’idea che ogni uomo deve avere il necessario per vivere perché, ben distribuiti, i beni della terra sono sufficienti per tutti. Questi segni, acqua, vino e latte, sono i segni dell’amore gratuito di Dio, della bellezza della vita, della libertà che il Signore ci regala. Questo messaggio così consolante il profeta Isaia lo rivolse agli esuli, a coloro che avevano sofferto in esilio e ora stavano ritornando verso Gerusalemme. A questo popolo sofferente viene rivolto l’invito a gioire, a servirsi gratuitamente dei beni preparati per loro. Nel vangelo di oggi si parla di una folla: è quella moltitudine di persone che a piedi, dalle città, aveva seguito Gesù nel deserto (disturbandolo perché si era ritirato a riflettere e piangere sulla morte del cugino Giovanni Battista). Anche loro ricevono del cibo, pane e pesci, in abbondanza e gratuitamente. Voi stessi date loro da mangiare, è il comando che Gesù impartisce agli apostoli. Si tratta di un dono, la folla non ha fatto niente per riceverlo, se non aver lasciato la città e averlo seguito in un luogo che avrebbe dovuto rimanere deserto, è pura gratuità da parte di Gesù, frutto della sua compassione. Gesù sa indossare i nostri panni, le sue parole e le azioni sono sempre azzeccate, raggiungono il nostro cuore perché non sono lezioni, trattati di consigli di esperti, perfette teorie di comportamento. E’ la compassione che lo muove, quel conoscere e condividere i momenti, le difficoltà e le gioie della vita di ciascuno di noi. Lo fa mettendosi al nostro fianco, portando gli stessi pesi che ci schiacciano, ma anche rendendo ancora più intensi e gioiosi i momenti belli. Una caratteristica di questo amore è la gratuità. Agli apostoli Gesù disse: Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Ci invita a uscire dalla logica quasi mercantile di come possiamo vivere i rapporti con l’altro. Una logica che si ritiene dominante, impossibile da superare. Ma che non credo sia proprio così. Il cristiano che percepisce la compassione di Gesù scopre la gioia di essere a sua volta compassionevole, di donarsi gratuitamente. Del resto quando Gesù dice Voi stessi date loro da mangiare non si limitava a dire agli apostoli di distribuire il pane, ma di consegnare se stessi agli uomini. dtiziano

Noi non vogliamo vendetta 

Un episodio che ci ha scosso e che non è solo un fatto di cronaca. Un uomo in evidente stato confusionale è morto durante un intervento contenitivo della polizia. Si tratta di Abderrahim Fakir, 43 anni, di origini marocchine, in Italia da quando aveva sette anni, sposato e titolare di un’impresa di facchinaggio. E’ successo a Bologna una decina di giorni fa. Le ultime parole pronunciate da Fakir sembra siano state: “Aiuto, basta, basta”. Saranno le autorità competenti a chiarire la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità. E’ importante raggiungere la verità per essere più preparati ad affrontare situazioni di criticità e non dover assistere a simili episodi. La sorella di Farik ha scritto parole importanti, degne di riflessione, parole sempre più controcorrente di cui abbiamo davvero bisogno. Pochi giorni fa mi sono trovata davanti a una scena che nessuna sorella al mondo dovrebbe mai essere costretta a vedere. Quando ho visto il corpo di mio fratello immobile, riverso per terra sull'asfalto, il mondo mi è crollato addosso. In quell'istante non ero più in me, il buio mi ha inghiottita e la disperazione mi ha fatto urlare una parola terribile. Ho detto che volevo vendetta. Sono qui stasera guardandovi negli occhi per dirvi che quella parola non appartiene al mio cuore. Non ero io a parlare in quel momento, era il mio strazio. Noi non vogliamo vendetta, la vendetta porta solo altra rabbia, altra distruzione, altro dolore in una città che è già ferita. Mio fratello non merita di essere ricordato in mezzo al caos o alla violenza. Quello che chiediamo, quello che imploriamo con ogni fibra del nostro essere è una cosa, solo giustizia. 

Sempre più sovraffollamento nelle carceri 



Nonostante tanti proclami, nonostante gli annunci di aver recuperato centinaia di posti disponibili nelle carceri (ma molti di più sono stati nel frattempo chiusi perché inagibili), e nonostante il caldo eccessivo di questo periodo renda invivibile la permanenza nelle celle, il sovraffollamento aumenta inesorabilmente. Al 30 giugno le presenze nelle carceri erano 64.773 il numero più alto dell’ultimo decennio. Ormai siamo al 139,7 per cento, oltre 6,3 in più rispetto a un anno fa. Molti Istituti sono oltre il 150 e alcuni addirittura oltre il 200 per cento. In questo momento qui a Monza, i 733 detenuti presenti, una sezione chiusa e diverse celle inagibili, sono il doppio di quelli consentiti. Sovraffollamento vuol dire molte cose: condizioni di vita dei reclusi ancora più difficile; problematica la convivenza in spazi troppo ristretti; compromesse le attività educative, l’assistenza sanitaria, le già scarse possibilità di lavoro interno (per alcuni unica fonte per avere qualche piccola risorsa economica); lo stesso numero di operatori e agenti di polizia penitenziaria per il doppio delle presenze. 

E’ morto don Antonio Mazzi, il prete matto 

L’altro ieri, venerdì, è morto don Antonio Mazzi, il “prete matto” come lui stesso amava definirsi. Personaggio molto conosciuto anche al grande pubblico ha dedicato la vita ai ragazzi difficili, a chi non riesce a tenere il passo, ai tossicodipendenti. Aveva la veneranda età di 96 anni, ed è rimasto sulla breccia fino alla fine. E’ morto circondato dall’affetto dei suoi ragazzi che, diceva don Antonio, lo avevano salvato. Fondatore e presidente di “Exodus”, una vasta rete di comunità per il recupero dei tossicodipendenti. “Non lo piangiamo con rassegnazione, ma faremo festa per lui, continuando a portare avanti la sua missione” ha dichiarato il vicepresidente della Fondazione Exodus. Domani mattina ci saranno i funerali nella Basilica di S. Ambrogio a Milano.

Coccodrilli carcerieri Alla brutalità non c’è mai fine. In Israele il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, ha proposto di far circondare la prigione per detenuti palestinesi di Ketziot da coccodrilli del Nilo. A dargli manforte è intervenuta la ministra della Protezione Ambientale Idit Silman che ha riclassificato i coccodrilli da animali selvatici a “fauna selvatica allevata in cattività”. Per fortuna la mossa è stata rintuzzata dagli ufficiali del Servizio carcerario e dall’Autorità per la natura e i parchi. Gda.

Carcere e disoccupazione 

I detenuti hanno diritto alla Naspi (indennità di disoccupazione) se l’interruzione del lavoro non dipende da loro. Questi i casi: scarcerazione, trasferimento ad altro carcere, fine del progetto, passaggio a misure alternative. Questo per i detenuti dipendenti dall’Amministrazione carceraria. Lo ha deciso la Corte di Cassazione. Gda.

Ri(flessioni) 

1. Suicidi - Carcere di Viterbo: un giovane di 29 anni, Abdelkabir Talha, domenica scorsa si è impiccato in cella. Sarà l’autopsia a stabilire le cause esatte della morte. Era indagato con altri dieci per l’accoltellamento e la morte di un loro connazionale detenuto di 26 anni. – Carcere di Bancali, Sassari: si è barricato in cella incendiandola. E’ morto così un uomo di 36 anni, che si trovava nel reparto ospedaliero. Soffriva di disagi psicologici. Sono 36 i suicidi dall’inizio dell’anno nelle carceri italiane. 

2. Anziani in carcere Nella campagna in favore del gioielliere condannato, nei tre gradi di giudizio, per l’uccisione di due rapinatori e tentato omicidio di un terzo, si è detto anche che un uomo di 72 anni è troppo anziano per entrare in carcere. Si può essere d’accordo, senza però dimenticarci che nel 2025 gli ultrasettantenni detenuti in Italia erano 1.348, in continuo aumento. Oggi rappresentano il 2% della popolazione carceraria contro lo 0,6 di venti anni fa. Ci sono però anche detenuti con più di 80 anni e qualcuno oltre i 90. Per tutti ci dobbiamo preoccupare, con le stesse regole, le stesse opportunità, senza che la politica strumentalizzi e senza che prevalga l’opinione dei tanti che in realtà non sanno cosa sia davvero successo e nulla di come funziona la giustizia

3. Rispettare le leggi Il Presidente Sergio Mattarella, in occasione del consueto saluto ai giornalisti prima della pausa estiva: In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge. Se invece si capovolgesse questo principio... non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato. Non è accettabile... una sorta di fai da te, di liberi tutti rispetto all’azione dei poteri pubblici, cioè comuni. Mi sembra di capire che la sicurezza non può essere delegata al cittadino e neanche allo Stato quando rincorre i fatti di cronaca e rinuncia a volare alto. 

4. Concreto sostegno alle famiglie Mi sembra una buona notizia: il comune di Brescia ha deliberato la gratuità per i minori di 18 anni nell’uso dei mezzi urbani. Una scelta chiara, concreta, per tutti, in favore delle famiglie. Una buona politica familiare. 

5. Criminale di guerra Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha dichiarato che Netanyahu è un "criminale di guerra, responsabile di un terribile genocidio. Sono d'accordo con la Corte Penale Internazionale sul fatto che dovrebbe essere arrestato e processato”. Ma per lui, e per altri, certe leggi non valgono, nel silenzio complice della maggior parte dei potenti. dt.

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