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SADISMO di Giancarlo d’Adda

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  Non c’è altro modo di definire il comportamento dei governi, dei ministeri e dei ministri della Giustizia, dei tanti Dipartimenti dell’amministrazione penitenziaria nei confronti dei carcerati italiani. Comportamenti che hanno distinto tutte le amministrazioni dalla fondazione della Repubblica. Tranne pochissimi esempi le carceri italiane sono edifici vecchi, fatiscenti, con celle di pochi metri quadrati. Senza ambienti di lavoro funzionali, spazi per il movimento fisico, aule scolastiche. La sanità è qualcosa di aleatorio, con infermerie con pochi strumenti, pochi letti, pochi medici e infermieri, spesso non all’altezza dei loro compiti, soprattutto oggi difronte alla gran massa di detenuti dipendenti da droghe e psicofarmaci. Le guardie carcerarie sono poche e non sempre preparate al difficile compito che compete loro. Gli educatori anche loro sono pochi e spesso poco preparati a un compito difficile. Sono tutte situazioni che si ripetono da tanto tempo e col tempo si sono ag...

Intervista alla dott.ssa Elisabetta Chiesa, responsabile della Sanità penitenziaria della casa circondariale di Monza.

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  Quali sono le criticità che riscontra nell’ambito sanitario di questo istituto? Si tratta di un Istituto complesso, a cui vengono assegnati pazienti con patologie importanti, sia dal punto di vista internistico che psichiatrico, ma anche persone che presentano disturbi comportamentali di difficile gestione in altri Istituti. Questa complessità si scontra con la difficoltà a reperire personale sanitario, sia medico che infermieristico, per cui tutto il personale sanitario è sottoposto a turni pesanti e si fa fatica a seguire con regolarità i pazienti delle varie sezioni. Un punto critico da sempre è la presenza del dentista, che fatica a far fronte a tutte le richieste, anche se bisogna dire che non tutte le richieste di visita odontoiatrica definite urgenti lo sono realmente: purtroppo la patologia dentale è molto frequente anche perché molti detenuti non hanno avuto modo o possibilità di prendersi cura della propria salute dentale prima di entrare in carcere e quindi il pr...

Intervista a don Claudio Burgio, cappellano dell’Istituto minorile Cesare Beccaria di Milano e fondatore di Kayròs di Giancarlo d’Adda

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  GIOVANI: SOLI E CONSUMATI DALL’ANSIA DI PRESTAZIONE Don Claudio mi accoglie con quel sorriso aperto che è perenne sul suo viso dolce da persona serena, affabile. Ci incontriamo a Vimodrone nella sede di Kayròs, un luogo ospitale, confortevole dove tutti lo salutano con affetto. Lì ha la sua stanza. E la sua vita. I giovani sono sotto tiro. Tanti provvedimenti legislativi sono rivolti quasi solo a loro: dall’anti-rave al decreto Caivano, dalle zone rosse al fermo preventivo. Dal suo osservatorio, “privilegiato”, cosa vede e cosa ne pensa? I giovani sono parecchio sotto tiro. Al Beccaria da un paio d’anni i numeri sono più che raddoppiati. In Italia da poco hanno aperto tre nuove strutture per minori e quindi si è abbassato il sovraffollamento. Ma li hanno anche allontanati dalle loro famiglie, se le hanno, e dai loro luoghi di riferimento. Anche se il numero dei reati non è cresciuto poi così tanto, i reati sono più gravi: accoltellamenti, tentati omicidi. Ne consegue una ma...

QUANDO IL CARCERE SI APRE di Cosima Buccoliero, Direttrice Casa Circondariale di Monza.

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  Dobbiamo avere il coraggio di guardare queste persone e dire loro che non sono soli, che siamo in grado di vedere la loro umanità, liberandoli così dalla prigionia dei loro errori.   Mentre scrivo questo contributo è stato da poco pubblicato il report annuale dell’associazione Antigone, l’osservatorio permanente sulle condizioni delle carceri in Italia. La fotografia è impietosa. Al 30 aprile 2026 erano presenti 64436 persone detenute a fronte di 51.265 posti disponibili.   È una situazione di assoluta cronicità che non può più essere stigmatizzata come emergenza visto che si tratta di una problematica che persiste da anni per cause che si condivide essere strutturali (carenza di posti, insufficienze di misure alternative, necessità di modificare il sistema normativo penale, ecc.). Sarà una mia impressione ma mi pare che la comunità libera sia sempre meno interessata a questi temi e alle condizioni in cui versano le nostre prigioni. Come dare torto? La guerra, le co...

IL CARCERE DIMENTICATO: SENZA RIEDUCAZIONE NON C’È SICUREZZA di Fabrizio Benzoni, Parlamentare, Vicepresidente Azione

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Non è semplice, oggi, parlare di carcere in politica. È uno di quei temi che sembrano condannati a vivere soltanto agli estremi: da una parte il “liberi tutti”, dall’altra il “buttiamo via la chiave”. Nel mezzo, spesso, non resta spazio per un ragionamento serio, umano e insieme rigoroso. Eppure è proprio nel mezzo che la politica dovrebbe stare. Mi sono avvicinato al tema del carcere lentamente, visita dopo visita, incontro dopo incontro. Non per ideologia, ma perché, entrando negli istituti penitenziari italiani, ho capito una cosa molto semplice: il carcere non è un mondo separato dalla società, ma ne è lo specchio.   Soprattutto il carcere è uno dei luoghi in cui si misura davvero la credibilità dello Stato. Nelle mie visite ho parlato con detenuti, direttori, educatori, operatori sanitari, volontari e agenti della polizia penitenziaria. Ho ascoltato storie molto diverse tra loro, ma accomunate spesso dallo stesso senso di sospensione: persone ferme in un tempo immobi...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 36/26 6 settembre 2026 XXIII domenica del Tempo Ordinario di Don Tiziano Vimercati

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Correzione fraterna: nell’amore reciproco   E’ un’espressione un po’ giù di moda. Ci dà pure un certo fastidio. Il vangelo di oggi però ne parla e ce la indica come strada da percorrere per costruire una comunità, e perché in essa ci sia amore. E’ l’invito alla correzione fraterna, arrivare a volersi bene anche quando, in un modo o nell’altro, ci tocca aiutare un fratello che sta sbagliando. (Ma anche accettare con umiltà che un fratello ci richiami a un comportamento più corretto). Purché si rimanga in un contesto di aiuto, e non di giudizio, di rispetto e non di pettegolezzo, di dolore e non di soddisfazione più o meno nascosta. Dice Gesù: Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello. Fra te e lui solo: prima se ne deve parlare con lui, è un gesto di delicatezza e di amore. Non tutto deve diventare di dominio pubblico, non tutto deve essere condiviso con gli amici che, si sa, a loro vo...

Oltre i Confini Magazine, voci e storie dal carcere di Monza di Antonetta Carrabs

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  La nascita della rivista Oltre i Confini Magazine è uno strumento di riabilitazione e di inclusione che viene alla luce come un vero laboratorio di idee e un efficace strumento di comunicazione interna ed esterna al carcere. Una rivista dal taglio moderno, ricca di immagini che la rende ancora più fruibile nella lettura. Un progetto di significato, una risorsa per la vita di gruppo che diventa un valore, anche in una situazione difficile come quella del carcere.  L’esperienza di scrittura, per i detenuti, svolge un’importante funzione di democratizzazione e di sensibilizzazione di una realtà umanizzata fatta di persone che vivono in attesa di riconquistare la propria libertà, una libertà che descrivono come un dono prezioso. Il carcere può riformare e trasformarsi in occasione di cambiamento se si attivano itinerari di formazione e di istruzione, se si potenziano gli organici, se si favorisce il dialogo con la società civile, con le associazioni di volontariato. Serve un gr...