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Una testimonianza straziante di Giancarlo d’Adda

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  Roberto Mozzi è stato per dieci anni cappellano nel carcere di San Vittore di Milano. Questo libro – Fuori legge, In dialogo, editore 157 pagine 13 euro – è la sua testimonianza di quanto ha visto e vissuto in uno dei carceri più famosi e affollati d’Italia. Le prime pagine sono strazianti: parlano dei detenuti con gravi problemi psichiatrici e rinchiusi nelle Car, le Celle ad alto rischio, un reparto dove il dolore regna sovrano. Urla, lamenti, pianti sono la colonna sonora e “fanno gelare il sangue”. Lì vengono rinchiuse le persone che hanno tentato il suicidio, che si sono tagliate gambe braccia e petto. Persone altamente disturbate che non sanno neanche dove si trovano, né perché si trovano lì. Sono affette da depressione, euforia, delirio, ossessione, crisi psicotica. La loro cella è nuda perché ogni oggetto può essere pericoloso per la loro salute. A uno hanno anche “tolto il materasso perché lo mangiava”. Le loro celle sono imbrattate di cibo, escrementi, sangue. A volte ...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 29/26 19 luglio 2026 XVI domenica del Tempo Ordinario di don Tiziano Vimercati

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C’è della zizzania  Tutto e subito. E’ l’atteggiamento di chi è stato abituato, fin da bambino, a ottenere tutto, ogni desiderio esaudito, accontentato anche solo perché ci esaspera. Crescendo, però, quel bambino vorrà sempre di più, sempre prima, tutto gli è dovuto, di suo ci mette ben poco e solo se costretto. Certi comportamenti sono duri a morire, perché ci plasmano e non è neanche facile rendercene conto. Certe volte può anche essere possibile ottenere qualcosa subito, al di là che sia un bene o un male. Altre volte no, il tutto e subito non è possibile, non si può che aspettare, avere pazienza, piuttosto impegnarsi per avvicinarsi a ciò che, speriamo, sia un bene per noi. I servi della parabola di oggi si rivolgono al padrone chiedendogli perché sta crescendo della zizzania nel campo che era stato seminato con seme buono; sono pronti a mettersi al lavoro per estirpare l’erbaccia. Qualcosa di sensato. C’è però il rischio di strappare anche il grano e quel padrone non vuole che...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 28/26 12 luglio 2026 XV domenica del Tempo Ordinari di don Tiziano Vimercati

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Come la pioggia e la neve  Così san Paolo nella lettera ai romani, seconda lettura di questa domenica: Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Ci dà l’idea che qualcosa di meraviglioso e bello sta per accadere, ma per il momento si geme e si soffre. Si cerca di capire quale sia il senso della vita, e anche quando ci sembra di poter dire che è una splendida avventura, dobbiamo ammettere che troppi non lo possono dire, e che comunque si accompagna sempre a tanti interrogativi che rimangono più o meno senza risposte. Stupendo il momento della nascita, commuove e riempie di gioia ma, prima o poi, bisogna pur morire. E se la nascita apre a un futuro che in qualche modo conosciamo, in che dimensione ci inserisce la morte? Perché c’è sempre tanta sofferenza nel mondo, troppo spesso causata dagli stessi uomini? Il creato ci appare come un grande fiume di avvenimenti, di cose meravigliose ma anche terribili, di umanità alle volte digni...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 27/26 5 luglio 2026 XIV domenica del Tempo Ordinario di don Tiziano Vimercati

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Questo è quello che so di Cristo   Gesù sta pregando, sta lodando e ringraziando il Padre, il Dio del cielo e della terra. La preghiera del cristiano è lodare Dio, riconoscere la sua presenza nella nostra vita, ciò che già ha fatto per noi. Dovremmo imparare prima di tutto a pregare, atteggiamento del cristiano, un po’ smarrito mi sembra; e a pregare bene, come Gesù. Una preghiera umile, gratuita, fatta non solo di richieste o per il solo senso del dovere, perché si deve pregare. La preghiera di lode scaturisce da un atteggiamento di fede, dalla consapevolezza di avere qualcosa di cui ringraziare. La preghiera di lode ci può essere solo quando l’uomo comprende il legame d’amore e di affetto che ci lega a Dio, quando comprendiamo che la nostra stessa vita è un dono meraviglioso che ci è donato, così come tutte le cose belle che ci circondano. La preghiera di lode nasce spontanea quando l’uomo sa di vivere alla presenza di Dio, ne sperimenta ogni giorno il suo amore e capisce che il ...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 26/26 28 giugno 2026 XIII domenica del Tempo Ordinario di don Tiziano Vimercati.

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Non è degno di me  Almeno chi desidera essere cristiano dovrebbe chiedersi che cosa sia irrinunciabile per esserlo. Non credo sia sufficiente, anche se qualcosa vuol pur dire, aver ricevuto il battesimo, il più delle volte, almeno da noi, in tenera età. Nel vangelo di questa domenica Gesù continua a tratteggiare le caratteristiche che devono distinguere i suoi discepoli. C’è un’affermazione, ripetuta più volte, che ci indica in quale orizzonte inserirci: Non è degno di me (Mt 10,37-38). Essere o meno suoi discepoli è una questione di relazione, si fonda sul “chi è Lui per me” e sulla misura in cui accetto di mettermi in gioco. Nulla di automatico o formale, nulla di scontato o di acquisito una volta per sempre. Quel “non è degno di me” non è una minaccia, non dice esclusione. Nasce dal desiderio di Gesù di renderci come lui, degni di esserlo, chiamati ad amare perché da lui amati. Essere degni è dunque accogliere il suo amore, farne tesoro e condividerlo con i fratelli. Chi ama il ...

CONDANNATI ALL’INFERNO di Giancarlo d’Adda

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  Insopportabile! Così tutti noi in questi giorni descriviamo il caldo che ci tormenta. Non parliamo d’altro. Stiamo sempre a controllare le previsioni del tempo sperando in un grado in meno. Accendiamo ventilatori e condizionatori, riempiamo il frigorifero di bevande gassate, galleggiamo in piscina, facciamo 5 docce al giorno.   Continuamente lamentandoci. Ma quanto dovrebbero lamentarsi i detenuti chiusi 20 ore al giorno in celle di 15 metri in tre, con un rubinetto che cola acqua tiepida, distesi su brande infuocate, con la facoltà di farsi una doccia solo una volta al giorno, senza la possibilità di bere una bevanda fresca perché gli hanno pure tolto, da poco e con una lungimiranza encomiabile, i piccoli frigoriferi sino ad allora in dotazione.  E poi, i piccoli ventilatori non in tutte le celle, spesso scassati, l’ora d’aria all’intervallo di mezzogiorno quando il sole è a picco “perché così dice il regolamento”, i pasti, quasi sempre pessimi, a base di wusterini, ...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 25/26 21 giugno 2026 XII domenica del Tempo Ordinario di don Tiziano Vimercati

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Siamo solo un piccolo gregge   Può anche darsi che qualcuno pensi di non aver paura di niente e di nessuno, almeno così dice. In realtà tante paure accompagnano la vita dell’uomo. Reali, che già incidono sulla qualità della vita; temute, come minacce che incombono e che la vita ce la possono stravolgere; immaginarie, che esistono solo nella nostra testa. Nel vangelo di oggi Gesù parla di paura: invitandoci a non averne ma anche ad averne. Ci sono paure che possiamo controllare senza lasciarci schiacciare e rovinare la vita, e ce ne sono altre che ci aiutano a essere migliori. Le paure incontrollate ci condizionano e indirizzano le nostre scelte, di solito in modo negativo. Dunque, non abbiate paura degli uomini ... di quelli che uccidono il corpo... Invece, abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geenna e l’anima e il corpo. Una paura che non paralizza e non condiziona, non una cattiva consigliera ma l’occasione per non perderci, la paura che mi apre g...