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Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 14/26 5 aprile 2026 Domenica di Pasqua

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Ancor più vero è l’amore  E’ troppa la sofferenza di cui ogni giorno veniamo a conoscenza. A meno di non girarci dall’altra parte, o di avere un cuore ormai così indurito e incapace di un minimo di pietà. Guerra in tante parti del mondo, vista come unica soluzione alle controversie quando in realtà è la scelta compiuta dal più forte e potente. A pagare un prezzo salato, però, è la gente comune. Ma ci si abitua. I migranti continuano a morire in mare. Ma ci si abitua, anche perché se ne parla sempre meno. Ci si abitua a tutto, anche al male. Il cristiano non lo può fare. Potremmo non farcela, forse ci è possibile solo iniziare un cammino, un piccolo passo, seme gettato che non vedremo neanche germogliare. Ma abituarsi al male, proprio no. Che senso avrebbero le messe celebrate, le nostre preghiere, il Giovedì santo, la Passione del Signore, la gioia della Risurrezione, la Pasqua, se non crediamo che la vita dell’uomo è illuminata dalla speranza e che il male non necessariamente deve...

Il carcere nascosto di Giancarlo D'Adda

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  C’è un tipo di reclusione di cui poco si sa e di cui nessuno parla: le case lavoro e le colonie agricole. Sono luoghi in cui si sa quando si entra, ma non si sa quando si esce. Un supplemento di detenzione per chi è considerato “socialmente pericoloso” da un giudice di sorveglianza che la può applicare, a sua discrezione, dopo che uno ha finito di scontare la sua pena. Una vera e propria aberrazione giuridica, retaggio del famigerato fascista codice Rocco. E pensare che il “fine” dichiarato sarebbe la rieducazione con il lavoro delle persone lì recluse. Ma la realtà è tutt’altra.  Le circa 300 persone ospitate nelle nove case lavoro e nelle tre colonie agricole in Sardegna, teoricamente dovrebbero fare lavori domestici, artigianali e agricoli, ma lavorano poco o niente. In compenso consumano grandi quantità di psicofarmaci. Questo perché molti provengono dalle Rems, le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza. E tanti sono tossicodipendenti. Tutte persone che h...

Svezia: in galera a 13 anni di Giancarlo D'Adda

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  La legge (l’età carceraria sarà abbassata da 15 a 13 anni) non è ancora approvata, ma il carcere si sta già attrezzando. Il 1° luglio sarà pronta la prigione di Rosersberg per i piccoli ospiti. Pareti color pastello, celle di 10 metri quadrati, tivù, letto, scrivania.  All’esterno: palestra, verde, tavolo da ping pong. Sveglia alle 7, poi tutti a scuola in gruppi di sei. Una porta grigia li dividerà dagli adulti. Perché si è arrivati a questa obbrobriosa decisione?  Oltre il 90% dei minori legati alle gang è recidivo.  Un fallimento del modello svedese. Ma davvero abbassare l’età porterà buoni risultati? 

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 13/26 29 marzo 2026 Domenica delle Palme: Passione del Signore

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Di solito, naturalmente, non cerchiamo la sofferenza. Ci spaventa, abbiamo paura di non avere le forze per sopportarla. Non è affatto raro sentire che qualcuno dica: non ho paura della morte, ma della sofferenza. Facciamo bene a desiderare la felicità. La Settimana santa, iniziata oggi, ci chiede di camminare con Gesù sul sentiero del calvario e della morte, e intuiamo facilmente che non è cosa facile. Ci si trova a dover confrontarci con il significato della sofferenza e della morte, e a riflettere sul senso del dolore patito da Gesù. Nessuno dovrebbe infliggere violenza. I capi dei sacerdoti e i farisei vogliono eliminare Gesù, ma anche Lazzaro, diventato scomodo dopo essere tornato in vita. Ma è la storia dell’umanità che è intrisa di sangue e soprusi, quella di ieri e quella di oggi. Di cui dovremmo vergognarci. Perché oggi ne siamo al corrente, perché poco facciamo per contrastarla, perché ne traiamo vantaggio. Nessuno dovrebbe subire violenza. Gesù, dice il profeta Isaia, con opp...

"I tuoi occhi amor mio" di P.A.

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I tuoi occhi amor mio  come fiori di primavera che brillano di sera la tua bocca bella è una rosa appena sbocciata si rinfresca quando arriva la sera. Sei meravigliosa mio amor sei una stella  mi si illuminano gli occhi come la luna piena e nella luna piena ti porterò con me.   Guardiamo anche le stelle, vieni sopra di me guardiamo i pianeti, le stagioni ti porterò in tutte le stazioni.   Mentre cade la neve coloro i tuoi begli occhi giriamo i pianeti sono di vari colori arriva già l'estate, mentre rubo il tuo cuore l'inverno insieme a te mi scalda già dal freddo l'autunno mon amour già scende più sereno e anche i baci tuoi che durano in eterno.   Eterno amore mio  che vieni giù dal cielo rubo il tuo cuore per per farlo vivere con te Balliamo con le stelle fino al crepacuore perché sei solo tu, sei tu il mio eterno amore. Sei tu il mio solo amore. - da Oltre i Confini Beyord Borders 26° numero dell'inserto alleg...

Dalla sezione aperta alla sezione Luce di Andrea D. P.

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  Il giorno Mercoledì 17 Settembre stavo facendo il corso col centro antiviolenza verso le donne e all’improvviso l’appuntato delle aule mi chiama su in sezione ottava per dirmi che dovevo andare alla sezione Luce, la sezione privilegiata e, quindi, di prepararmi le borse per essere trasferito. La Luce è una sezione completamente diversa da tutte le sezioni del carcere, c’è molta libertà e fiducia verso i detenuti, si trova in un edificio a parte, è molto pulita infatti è vietato fumare nei corridoi e non c’è sporcizia o mozziconi di sigarette a terra sia in sezione che all’aria che è sempre accessibile dalle 7:00 del mattino fino alle 19:00 di sera, la chiusura delle celle è alle 21:00.  All’aria c’è il campo da pallavolo e un altro campo che viene sfruttato come campo da basket e da calcio e tra i due campi c’è un gabbiotto dove c’è il sacco da boxe. La sezione è composta da due piani con delle salette con la tv grande, stanze da lettura e al primo piano c’è la palestra se...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 12/26 22 marzo 2026 Quinta domenica di Quaresima di don Tiziano Vimercati.

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Su questo noi ti sentiremo un'altra volta  Deridendolo, dopo che nell’Areopago di Atene l’apostolo Paolo aveva parlato di risurrezione, i cittadini ateniesi lo stroncarono: Su questo noi ti sentiremo un'altra volta. Anche se, a detta di Paolo, gli Ateniesi erano fin troppo religiosi, anche solo il pensare che potesse esserci risurrezione era troppo. La morte porta molti interrogativi all’uomo di ogni tempo. Non solo perché ci si chiede che ne sarà di noi quando moriremo, ma ci domandiamo anche quale sia il senso della vita dal momento che siamo certi che prima o poi moriremo. Una vita che si svolge, come dicono in molti, tra il nulla che sta prima di nascere e il dopo, di nuovo il nulla quando giungeremo al termine della vita. Che senso può mai avere una semplice e breve parentesi di vita che può essere bella, felice, con il gusto di vivere, ma anche faticosa, miserevole, umiliante, al punto da desiderare che termini presto? Ancora oggi troppe domande sono aperte, o meglio, di ...