Post

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 31/26 2 agosto 2026 XVIII domenica del Tempo Ordinario

Immagine
Compassionevoli come Gesù  Il profeta Isaia, nella prima lettura di oggi, scrive: Così dice il Signore: O voi tutti assetati, venite all’acqua, voi che non avete denaro, venite; comprate e mangiate; venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte. Il Signore invita tutti in modo gratuito, nessuno è tenuto a pagare. C’è sicuramente in questo brano anche l’idea che ogni uomo deve avere il necessario per vivere perché, ben distribuiti, i beni della terra sono sufficienti per tutti. Questi segni, acqua, vino e latte, sono i segni dell’amore gratuito di Dio, della bellezza della vita, della libertà che il Signore ci regala. Questo messaggio così consolante il profeta Isaia lo rivolse agli esuli, a coloro che avevano sofferto in esilio e ora stavano ritornando verso Gerusalemme. A questo popolo sofferente viene rivolto l’invito a gioire, a servirsi gratuitamente dei beni preparati per loro. Nel vangelo di oggi si parla di una folla: è quella moltitudine di persone che a piedi, ...

CHE TE LO DICO A FARE di Giancarlo d’Adda

Immagine
  Impotenza da una parte, menefreghismo dall’altra. È questa la fotografia delle nostre carceri oggi. La parola sovraffollamento è abusata, declinata in tutte le salse, additata come il male assoluto. Invece, pur restando di una gravità enorme, è la goccia che fa traboccare il vaso. Anche se non ci fosse, se ogni detenuto fosse rinchiuso in una cella singola da solo, in ambienti e con servizi decenti, i problemi di base sarebbero gli stessi. Le denunce della situazione ci sono da sempre e sono sempre le stesse. Da parte delle associazioni di volontariato, dei garanti dei detenuti, degli avvocati difensori, dei cappellani, dei giornalisti. Anche dagli agenti di custodia. E pure dai direttori.  Ma i governi di ogni colore, il ministero di Giustizia, il Dipartimento dell’amministrazione giudiziaria fanno orecchie da mercate, varano leggi draconiane e aumentano pene, dispongono misure peggiorative. Menefreghismo, ideologia punitiva, sadismo? Verrebbe da dire di sì visto che null...

Il ddl carceri e la solita giustizia a due velocità di Gian Luca R.

Immagine
La Camera dei deputati ha dato il via libera definitivo al disegno di legge che consentirà di mandare agli arresti domiciliari o in strutture protette i detenuti tossicodipendenti o alcol dipendenti. Il provvedimento punta ad attenuare il sovraffollamento delle carceri italiane e potrà interessare una popolazione che il ministro Nordio stima in di circa 10.000 detenuti su una popolazione carceraria superiore alle 64.000 persone e a fronte di una capienza degli istituti di pena di circa 52.000 posti. «È un provvedimento epocale - dichiara  Carlo Nordio - perché consente la detenzione alternativa di almeno 10mila persone, tossicodipendenti che hanno commesso reati e che noi abbiamo sempre considerato principalmente malati da curare piuttosto che criminali da punire, anche se erano in fase di espiazione pena».         Non la pensa proprio  così Gian Luca R., oggi in articolo 21. Il suo articolo fa molto riflettere: “La legge è uguale per tutti” è la frase...

IL CERVELLO Riflessioni di un ex detenuto

Immagine
  Chi vive nel Sud Italia conosce bene le sue meraviglie, il mare, il sole, i paesaggi e il calore della gente. Ma conosce anche un altro volto: quello di un territorio che, in alcuni momenti, può sembrare un inferno nel quale le fiamme aumentano ogni giorno. Perché dico questo? Perché, oltre alla bellezza della natura, troppo spesso vedo mancanza di regole, poca serietà e persone convinte di poter fare sempre ciò che vogliono. A volte mi domando: si può davvero continuare a vivere così? Comprendo perché, in alcune zone del Nord o all’estero, noi meridionali veniamo guardati con diffidenza. Non voglio generalizzare e non credo che tutti siano uguali, ma dobbiamo avere il coraggio di riconoscere i nostri problemi. Io stesso, vivendo all’estero, ho imparato un modo di vivere più ordinato e civile: rispettare gli orari, gli impegni, le regole e soprattutto le persone. La civiltà non dipende dal luogo in cui nasciamo, ma dal modo in cui scegliamo di comportarci. Nella mia vita ho c...

La mafia si combatte togliendole i soldati di Andrea P.

Immagine
Ogni tanto mi capita di leggere i giornali o di guardare il telegiornale. Si parla di arresti di 'ndrangheta, mafia, camorra, criminalità pugliese e mafie straniere. I titoli sono quasi sempre gli stessi: "Colpo alla mafia", "Vittoria dello Stato".  Ma è davvero una vittoria dello Stato?  Io credo di no. È certamente una vittoria per i carabinieri, per la polizia, per i magistrati e per i procuratori che hanno lavorato a quelle indagini. Il loro lavoro è fondamentale e merita rispetto. Ma parlare di vittoria dello Stato è un'altra cosa.  Le mafie continueranno a esistere finché avranno persone disposte a servirle. Finché ci sarà manovalanza pronta a sostituire chi viene arrestato, il problema non sarà mai risolto.  Mi chiedo spesso perché tanti giovani, soprattutto nel Sud, scelgano quella strada. La risposta, almeno in parte, è semplice: cercano lavoro e trovano porte chiuse. Quando un ragazzo trova soltanto lavori durissimi, malpagati, senza diritti e sen...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 30/26 26 luglio 2026 XVII domenica del Tempo Ordinario di don Tiziano Vimercati

Immagine
Cosa sceglieremmo? Ci sono storielle, favole, anche barzellette che iniziano più o meno così: puoi esprimere un desiderio e sarai esaudito. Alle volte i desideri sono tre ma la sostanza non cambia. Ciò che si sceglierà è ciò che più ci sta a cuore. E il cuore è pieno di desideri. Che cosa scegliere, dunque? Che cosa può rendere davvero felice un uomo e una donna? Se si chiedono cose materiali ci si rende pur conto che non necessariamente garantiranno la felicità. Se si chiedono valori spirituali, sembra una bella scelta, ammirevole, ma se poi non si ha nulla da mangiare... Così se si chiede anche solo la salute: è importante essere sani, ma anche qui non basta perché tante necessità materiali devono essere soddisfatte e comunque sempre sani non si può stare e prima o poi bisogna pur morire. Proviamo a immaginare che anche a noi il Signore, come avvenne a Salomone (prima lettura), dica: Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda. Rimarremmo spiazzati e la risposta che alla fine daremo riv...

Una testimonianza straziante di Giancarlo d’Adda

Immagine
  Roberto Mozzi è stato per dieci anni cappellano nel carcere di San Vittore di Milano. Questo libro – Fuori legge, In dialogo, editore 157 pagine 13 euro – è la sua testimonianza di quanto ha visto e vissuto in uno dei carceri più famosi e affollati d’Italia. Le prime pagine sono strazianti: parlano dei detenuti con gravi problemi psichiatrici e rinchiusi nelle Car, le Celle ad alto rischio, un reparto dove il dolore regna sovrano. Urla, lamenti, pianti sono la colonna sonora e “fanno gelare il sangue”. Lì vengono rinchiuse le persone che hanno tentato il suicidio, che si sono tagliate gambe braccia e petto. Persone altamente disturbate che non sanno neanche dove si trovano, né perché si trovano lì. Sono affette da depressione, euforia, delirio, ossessione, crisi psicotica. La loro cella è nuda perché ogni oggetto può essere pericoloso per la loro salute. A uno hanno anche “tolto il materasso perché lo mangiava”. Le loro celle sono imbrattate di cibo, escrementi, sangue. A volte ...