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DIZIONARIO CARCERARIO di Luca S.

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  Buongiorno cari lettori,  oggi vorrei toccare un argomento che, per me che sono alla prima esperienza carceraria, è stato abbastanza straniante: lo slang carcerario. Esiste tutta una serie di termini che nel mondo esterno al carcere non ho mai sentito e che all’inizio lasciano un po’ spiazzati. Per questo vorrei fare un piccolo dizionario carcere-italiano delle parole che ho sentito all’interno delle mura. Buona: saluto tra detenuti che vale per tutte le ore del giorno cioè in sostituzione di buongiorno buonasera. Scafazzato : persona che non segue le regole non scritte tra detenuti, trasandato e con problemi di igiene. Terapizzato : persona che a causa di un pesante uso delle terapie risulti ormai staccato dalla realtà o in stato quasi catatonico. Oggetti della casanza : piatti, bicchieri, posate, alimenti e qualsiasi cosa passata dal carcere ai detenuti. Conciato alla Barry White : persona che ha fatto una serata di divertimento di vario tipo e ne subisce i po...

LA MISURA ILLIBERALE DELLE CASE DI LAVORO di Giulia Melani Sociologa del Diritto

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Sono una forma di privazione della libertà personale che si aggiunge alla pena e non ha una fine certa. Mauro (nome di fantasia) ha quarantacinque anni e ha passato più della metà della sua vita in istituzioni penitenziarie. Ha compiuto un reato da giovanissimo e ha finito di scontare la sua pena già qualche anno fa, non ha commesso altri reati, ma non è libero, si trova recluso in una delle nove case di lavoro (o colonie agricole) italiane. Cosa sono le case di lavoro? Una realtà piuttosto ignorata del sistema penitenziario italiano, un retaggio del positivismo criminologico tardo ottocentesco, un’istituzione introdotta dal nostro codice penale di matrice fascista e da oltre novant’anni mai realmente messa in discussione. Si tratta, a tutti gli effetti, di un carcere, di cui spesso rappresenta una sezione, in cui vengono recluse persone che hanno finito di scontare la propria pena, perché definite “delinquenti abituali, professionali o per tendenza” e perciò sottoposte a una mis...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 38/26 20 settembre 2026 XXV domenica del Tempo Ordinario di don Tiziano Vimercati

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  E’ una grazia lavorare nella vigna del Signore  Così leggiamo nella prima lettura di questa domenica, dal libro del profeta Isaia. I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore. Ce lo dimentichiamo spesso. Quando, pur continuando a considerarci cristiani, annacquiamo il vangelo, sorvolando su ciò può dar fastidio a certi modi ormai diffusi di comportarsi, scorretti ma accettati. Quando non solo non riusciamo a fare nostro lo stile di vita di Gesù, e questo è comprensibile, ma neanche lo desideriamo veramente. Quando, dice il vangelo di oggi (Mt 20,1-16), tu sei invidioso perché io sono buono? Una bontà che può dar fastidio, perché eccessiva, irrazionale, non secondo i nostri pensieri e la nostra giustizia. Una bontà che smaschera le ipocrisie perché ci dà fastidio in quanto rivolta soprattutto a chi più ha sbagliato, a chi non la merita, e a noi, peccatori sì, ma di piccola taglia; a noi che la sua bontà un po’ la meritiam...

IL CARCERE FA BENE ALLA SALUTE UN PARADOSSO CHE FA MALE di Giancarlo D'Adda

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  Ci sono persone che quando arrivano in carcere hanno qualcuno che li visita, prescrive loro le medicine di cui hanno bisogno o anche una risonanza. Cose di cui non hanno mai sentito parlare. Iniziamo con un paradosso: a differenza di quello che si pensa, oggi il carcere, purtroppo, è un’occasione di cura per tantissime persone che fuori non ne hanno mai avuto accesso. Lo dice Giovanni, medico a san Vittore che, assieme alla collega Francesca, incontriamo nell’intervallo di mezzogiorno in un piccolo bar vicino al carcere storico di Milano. Questi non sono i loro veri nomi. L’anonimato è d’obbligo visto il tema e il clima che aleggia tra le alte mura di piazza Filangeri 2. Come nelle carceri di tutta Italia. Ma chi sono queste persone che non hanno mai visto un medico e che in carcere invece vengono curate? Giovanni. A san Vittore ci sono tantissime persone con problemi psichiatrici che fuori non vengono prese in considerazione o che hanno interrotto le cure. Poi ci sono i...

L'UNIVERSITA' STATALE VA IN CARCERE a Monza di Roberto Cornelli, Professore di Criminologia dell’Università di Milano

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  Cinque lezioni del Progetto Carcere dell’Università Statale di Milano all’interno Casa circondariale di Monza nel racconto di cinque studenti. È da un decennio che organizzo corsi universitari di criminologia all’interno delle carceri lombarde; quest’anno per la prima volta il corso di “Criminologia dell’incontro”, parte dell’offerta del Progetto Carcere della Statale di Milano, si è tenuto presso la Casa circondariale di Monza, il cui personale, a partire dalla direttrice, ha accolto il nostro progetto con grande entusiasmo, partecipazione e accoglienza umana.   Perché un titolo così particolare, “Criminologia dell’incontro”, per un corso universitario in carcere? Ogni lezione si è svolta nel segno dell’incontro tra studenti/esse esterni, studenti interni (come ritengo giusto chiamare i detenuti quando sono in un’aula didattica) e personale. Un incontro di esperienze, innanzitutto, ma anche di opinioni e punti di vista. Un incontro di cui sono stato anche io partecipe...