Post

Migranti sotto le bombe di Giancarlo d'Adda

Immagine
  C’è un risvolto della guerra contro l’Iran di cui non si parla proprio: i milioni di migranti che lavorano nei Paesi del Golfo. Sono 41,4 milioni di pakistani, indiani, filippini, indonesiani, bangladesi che devono scegliere se tornare a casa e perdere il lavoro o restare e rischiare la vita: ad oggi sono morti 12 migranti su 13 vittime dei bombardamenti. I soldi che mandano alle loro famiglie a casa sono fondamentali: per il Nepal vogliono dire il 25,2 per cento del Pil, per l’Indonesia sono il 12,7 per cento.  I lavoratori migranti nei Paesi del Golfo sono esclusi dalle comunicazioni ufficiali sulle misure di sicurezza, le indicazioni per i rifugi e le vie di evacuazione. E dato che sono impiegati in settori chiave – edilizia, attività ricettive, servizi domestici, logistica – devono continuare a lavorare, all’aperto con il rischio, come è già successo, che gli caschi addosso un missile o un drone iraniano.  Particolarmente allarmante la situazione dei rider e dei lav...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 19/26 10 maggio 2026 Sesta domenica di Pasqua di don Tiziano Vimercati

Immagine
Continuare a vedere  Forse qualche triste vicenda della vita può portare qualcuno a estraniarsi, a non cercare e a fuggire con determinazione da ogni relazione. Finendo per apparire alquanto strani e circondati di diffidenza e paura. Il film della Disney, La bella e la bestia, mostra sì la bestia scontrosa e feroce, in realtà prigioniera di un gande dolore. Certe tristi vicende della vita ci possono indurire, renderci cinici, indifferenti, ci trasformano in nemici di noi stessi. Ci spingono in quella situazione che, forse, non avremmo voluto trovarci, cioè l’essere soli al mondo, senza relazioni positive, convinti che non siamo nessuno per gli altri, che potremmo anche non esistere e nessuno si accorgerebbe. Tanto vale starcene in disparte e se gli altri ci giudicano male non importa, e se hanno anche un po’ di paura, tanto meglio. Nel vangelo di oggi Gesù rassicura i discepoli, smarriti e turbati perché ormai avevano capito che sarebbero rimasti soli: Non vi lascerò orfani: verrò ...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 18/26 3 maggio 2026 Quinta domenica di Pasqua di Don Tiziano Vimercati

Immagine
Non sia turbato il vostro cuore   Nel brano del libro degli Atti degli apostoli, prima lettura di oggi, leggiamo: quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove (Atti 6,1). Verrebbe da dire che certe dinamiche, certe lamentele che ben conosciamo, sono cosa vecchie che sempre ci accompagnano. Anche nella prima comunità cristiana non erano tutte rose e fiori, come spesso, sbagliando, pensiamo. Sorgono le difficoltà, le prime crisi. Il vero problema in questo caso, non è tanto l’equità nella distribuzione degli aiuti ai poveri, ma la convivenza tra i cristiani che provenivano dal mondo ebraico e quelli, pagani, di lingua greca. Le comunità cristiane, neanche le prime, non sono perfette, ci possono essere contrasti, modi diversi di vedere e giudicare la realtà. La comunità cristiana tende sì alla santità ma si riconoscere peccatrice perché composta da uomini peccatori. Ciò che però non deve mai m...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 17/26 26 aprile 2026 Quarta domenica di Pasqua di Don Tiziano Vimercati

Immagine
Sentirsi in buone mani  In un modo o nell’altro tutti cercano sicurezza. E’ molto faticoso vivere nell’incertezza, senza sapere cosa mi succederà domani, o quando so di avere un grosso problema senza avere la minima di idea di come potrò risolverlo. Cerchiamo sicurezza nella vita di tutti i giorni. Cerchiamo per i figli la scuola che ci sembra la migliore. Il lavoro che ci offre maggiori soddisfazioni ma anche uno stipendio che ci metta il più possibile al riparo da imprevisti. Quando ci ammaliamo in modo serio facciamo di tutto per capire in quali mani sicure affidarci, quale sia il medico più preparato, la cura più efficace. Uno ci mette la testa, chiede consigli, sa che ne va della qualità della vita e anche della vita stessa. Una scelta sbagliata può costare molto cara. Nel vangelo di oggi Gesù si contrappone a chi si presenta come sfruttatore, ladro, ingannatore, a chi illude o addirittura imbroglia, ma che potrebbe indurre molti a seguirlo, anche se farà loro del male. Li chi...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 16/26 19 aprile 2026 Terza domenica di Pasqua di don Tiziano Vimercati.

Immagine
Non ardeva il nostro cuore?  Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture? No, non ardeva. Il cuore triste e deluso, gli occhi appannati, il passo incerto e stanco. Poveri discepoli, pensavano di aver trovato una persona di cui potersi fidare e che avrebbe dato un senso alla loro vita. Noi speravamo... ma è morto, come tutti. Cosi credevano i due discepoli in cammino verso Emmaus. E’ una brutta sensazione pensare di essere traditi da chi più abbiamo amato. No, non arde. Neanche il cuore dei discepoli di oggi. Troppo abituati a sentire le parole delle Scritture, però comprendendole poco. Incapaci a cogliere una novità che si rinnova, uno splendore che non viene meno. Con la tentazione di annacquare quelle parole che ci sembrano esagerate e non attuabili, ma che in realtà sono quelle che più danno sapore, capaci di affascinare maggiormente. Alle fine non lo riconosciamo più di tanto e neanche ci accorgiamo che st...

Seduta Consiglio Comunale sul carcere di Cherubina Bertola Presidente del Consiglio Comunale di Monza

Immagine
  Il 16 giugno 2025 si è tenuta, per la prima volta nella storia del nostro Comune, una seduta di Consiglio Comunale sulle tematiche e le problematiche relative al Carcere, alla nostra Casa Circondariale. Sono interventi la Direttrice, dr.ssa Cosima Buccoliero, il Comandante degli Agenti di Polizia Penitenziaria, dr.ssa Emanuela Anniciello, il Garante dei Diritti delle Persone detenute, Dr. Roberto Rampi. Certamente portare in Aula Consiliare, cioè nel cuore della città, una realtà come quella carceraria, che in genere viene ritenuta una dimensione da isolare, cancellare, relegare in periferia e lontano dalla città “sana”, è stato per me molto significative ed impegnativo, emozionante e coinvolgente. La definizione stessa di chi sta dentro il carcere perché è accusato (o già condannato) di aver distrutto il “patto sociale” di convivenza civile nei comuni contesti di vita, identifica queste persone come DETENUTE. Il significato letterale della parola è “TENUTA LONTANO DA”, “ALLO...

Migranti sotto le bombe di Giancarlo D'Adda

Immagine
  C’è un risvolto della guerra contro l’Iran di cui non si parla proprio: i milioni di migranti che lavorano nei Paesi del Golfo. Sono 41,4 milioni di pakistani, indiani, filippini, indonesiani, bangladesi che devono scegliere se tornare a casa e perdere il lavoro o restare e rischiare la vita: ad oggi sono morti 12 migranti su 13 vittime dei bombardamenti. I soldi che mandano alle loro famiglie a casa sono fondamentali: per il Nepal vogliono dire il 25,2 per cento del Pil, per l’Indonesia sono il 12,7 per cento.  I lavoratori migranti nei Paesi del Golfo sono esclusi dalle comunicazioni ufficiali sulle misure di sicurezza, le indicazioni per i rifugi e le vie di evacuazione. E dato che sono impiegati in settori chiave – edilizia, attività ricettive, servizi domestici, logistica – devono continuare a lavorare, all’aperto con il rischio, come è già successo, che gli caschi addosso un missile o un drone iraniano.  Particolarmente allarmante la situazione dei rider e dei l...