Se la lettera d'amore è corale: carta e penna per un amico di Andrea P.
Un detenuto, quando deve scontare la sua pena, convivere con persone che non conosce in un carcere sovraffollato, dove ognuno ha le sue abitudini e, a parte tutti gli altri problemi della sua vita, stringe i denti e continua il suo percorso; ma quando all’esterno di queste mura ha la cosa più preziosa che non vorrebbe mai perdere, soprattutto in queste circostanze e cioè una moglie che ti gli dà la forza di andare avanti e affrontare gli ostacoli di ogni giorno. Che non gli fa mancare nulla e gli dà una speranza di vita per poter ricostruire il suo futuro una volta uscito dalla prigione. Allora sa di non essere solo perché lei lo aspetterà fino all’ultimo per poter dimenticare quel brutto momento godendo di giorni felici. Ma quando, a parte tutti i problemi della vita, dentro un carcere sovraffollato con detenuti di ogni genere e di ogni cultura e tradizioni diverse si rischia di perdere quell’amore perché qualcosa lo sta rovinando, a quel punto un detenuto smette di essere forte, no...