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"I tuoi occhi amor mio" di P.A.

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I tuoi occhi amor mio  come fiori di primavera che brillano di sera la tua bocca bella è una rosa appena sbocciata si rinfresca quando arriva la sera. Sei meravigliosa mio amor sei una stella  mi si illuminano gli occhi come la luna piena e nella luna piena ti porterò con me.   Guardiamo anche le stelle, vieni sopra di me guardiamo i pianeti, le stagioni ti porterò in tutte le stazioni.   Mentre cade la neve coloro i tuoi begli occhi giriamo i pianeti sono di vari colori arriva già l'estate, mentre rubo il tuo cuore l'inverno insieme a te mi scalda già dal freddo l'autunno mon amour già scende più sereno e anche i baci tuoi che durano in eterno.   Eterno amore mio  che vieni giù dal cielo rubo il tuo cuore per per farlo vivere con te Balliamo con le stelle fino al crepacuore perché sei solo tu, sei tu il mio eterno amore. Sei tu il mio solo amore. - da Oltre i Confini Beyord Borders 26° numero dell'inserto alleg...

Dalla sezione aperta alla sezione Luce di Andrea D. P.

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  Il giorno Mercoledì 17 Settembre stavo facendo il corso col centro antiviolenza verso le donne e all’improvviso l’appuntato delle aule mi chiama su in sezione ottava per dirmi che dovevo andare alla sezione Luce, la sezione privilegiata e, quindi, di prepararmi le borse per essere trasferito. La Luce è una sezione completamente diversa da tutte le sezioni del carcere, c’è molta libertà e fiducia verso i detenuti, si trova in un edificio a parte, è molto pulita infatti è vietato fumare nei corridoi e non c’è sporcizia o mozziconi di sigarette a terra sia in sezione che all’aria che è sempre accessibile dalle 7:00 del mattino fino alle 19:00 di sera, la chiusura delle celle è alle 21:00.  All’aria c’è il campo da pallavolo e un altro campo che viene sfruttato come campo da basket e da calcio e tra i due campi c’è un gabbiotto dove c’è il sacco da boxe. La sezione è composta da due piani con delle salette con la tv grande, stanze da lettura e al primo piano c’è la palestra se...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 12/26 22 marzo 2026 Quinta domenica di Quaresima di don Tiziano Vimercati.

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Su questo noi ti sentiremo un'altra volta  Deridendolo, dopo che nell’Areopago di Atene l’apostolo Paolo aveva parlato di risurrezione, i cittadini ateniesi lo stroncarono: Su questo noi ti sentiremo un'altra volta. Anche se, a detta di Paolo, gli Ateniesi erano fin troppo religiosi, anche solo il pensare che potesse esserci risurrezione era troppo. La morte porta molti interrogativi all’uomo di ogni tempo. Non solo perché ci si chiede che ne sarà di noi quando moriremo, ma ci domandiamo anche quale sia il senso della vita dal momento che siamo certi che prima o poi moriremo. Una vita che si svolge, come dicono in molti, tra il nulla che sta prima di nascere e il dopo, di nuovo il nulla quando giungeremo al termine della vita. Che senso può mai avere una semplice e breve parentesi di vita che può essere bella, felice, con il gusto di vivere, ma anche faticosa, miserevole, umiliante, al punto da desiderare che termini presto? Ancora oggi troppe domande sono aperte, o meglio, di ...

L'ARRESTO di Carlo V.

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  Arresto, il mio arresto, una decisione dura e difficile da prendere dopo svariati anni trascorsi nelle aule di tribunale. Dieci lunghi anni di udienze ove di volta in volta con appropriate difese si costruisce, di grado in grado il giusto "Castello Legale" che porta a ridosso dei quattro anni di pena e dal tribunale di sorveglianza dopo l'ennesima istanza si arriva ai lavori socialmente utili. Tutto perfetto se non fosse stato per un’ultima udienza che sfugge e una condanna di ulteriori dieci mesi mai più appellata, quest'ultima porta inevitabilmente al cumulo di pene definitive e l'arrivo del provvedimento di arresto al mio legale. Ho ricevuto nel corso di un decennio centinaia di chiamate più o meno belle o brutte, positive o negative da parte del mio avvocato, ma mai nella vita avrei immaginato l'ultima ricevuta all'ora di pranzo ove mi annunciava che da quella telefonata in poi, in qualsiasi momento le forze dell'ordine mi avrebbero potuto arrest...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 11/26 15 marzo 2026 Quarta domenica di Quaresima di don Tiziano Vimercati

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L’incontro che cambia la vita Di chi è la colpa? Di certo non mia. Chi ha sbagliato? Tra chi ci è poco simpatico, tra chi altri additano come responsabile, anche senza alcun fondamento, cerchiamo il colpevole. Che non sarò io, né i miei familiari, i miei amici, o i compagni di partito. Al punto che quando qualcuno ammette di aver sbagliato, e lo fa non perché inchiodato dall’evidenza, ci meravigliamo, ci sembra, e in effetti lo è, un gesto di coraggio. Il vangelo di oggi ci dice che potrebbe anche non esserci un colpevole. I discepoli, dopo aver visto un uomo cieco dalla nascita, rivolgono a Gesù una domanda: Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco? La risposta cancella decisamente tanti modi di pensare, luoghi comuni diffusi e condivisi da tutti, discepoli compresi: Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Di Gesù non sono solo le parole ad andare in direzione diversa. Agisce in modo diverso, attento, compa...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 10/26 8 marzo 2026 Terza domenica di Quaresima di don Tiziano Vimercati

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L’incontro è sempre possibile  Alla samaritana Gesù non doveva rivolgere la parola: come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana? I giudei infatti non hanno rapporti con i samaritani. I giudei e i samaritani si evitano; in più era una donna e questo sconsigliava ogni contatto con uomini sconosciuti. Eppure Gesù le rivolge la parola e le chiede un favore. Gesù si comporta come non doveva, non si lascia imprigionare dai luoghi comuni. Preferisce porsi di fronte a quella donna a un livello profondo, che è semplicemente umano. La guarda negli occhi, si intendono, e non c’è niente che possa impedire l’incontro, possono dialogare in modo vero e sincero. Due persone che cercano qualcosa, che sanno di aver bisogno dell’altro. L’incontro è sempre possibile. Al di là delle differenze, dell’appartenenza a popoli, tradizioni e religioni diverse, anche tra nemici è possibile trovare punti d’incontro. A patto di avere rispetto reciproco, capacità di dialogo e s...

Se la lettera d'amore è corale: carta e penna per un amico di Andrea P.

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Un detenuto, quando deve scontare la sua pena, convivere con persone che non conosce in un carcere sovraffollato, dove ognuno ha le sue abitudini e, a parte tutti gli altri problemi della sua vita, stringe i denti e continua il suo percorso; ma quando all’esterno di queste mura ha la cosa più preziosa che non vorrebbe mai perdere, soprattutto in queste circostanze e cioè una moglie che ti gli dà la forza di andare avanti e affrontare gli ostacoli di ogni giorno. Che non gli fa mancare nulla e gli dà una speranza di vita per poter ricostruire il suo futuro una volta uscito dalla prigione. Allora sa di non essere solo perché lei lo aspetterà fino all’ultimo per poter dimenticare quel brutto momento godendo di giorni felici. Ma quando, a parte tutti i problemi della vita, dentro un carcere sovraffollato con detenuti di ogni genere e di ogni cultura e tradizioni diverse si rischia di perdere quell’amore perché qualcosa lo sta rovinando, a quel punto un detenuto smette di essere forte, no...