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Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 26/26 28 giugno 2026 XIII domenica del Tempo Ordinario di don Tiziano Vimercati.

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Non è degno di me  Almeno chi desidera essere cristiano dovrebbe chiedersi che cosa sia irrinunciabile per esserlo. Non credo sia sufficiente, anche se qualcosa vuol pur dire, aver ricevuto il battesimo, il più delle volte, almeno da noi, in tenera età. Nel vangelo di questa domenica Gesù continua a tratteggiare le caratteristiche che devono distinguere i suoi discepoli. C’è un’affermazione, ripetuta più volte, che ci indica in quale orizzonte inserirci: Non è degno di me (Mt 10,37-38). Essere o meno suoi discepoli è una questione di relazione, si fonda sul “chi è Lui per me” e sulla misura in cui accetto di mettermi in gioco. Nulla di automatico o formale, nulla di scontato o di acquisito una volta per sempre. Quel “non è degno di me” non è una minaccia, non dice esclusione. Nasce dal desiderio di Gesù di renderci come lui, degni di esserlo, chiamati ad amare perché da lui amati. Essere degni è dunque accogliere il suo amore, farne tesoro e condividerlo con i fratelli. Chi ama il ...

CONDANNATI ALL’INFERNO di Giancarlo d’Adda

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  Insopportabile! Così tutti noi in questi giorni descriviamo il caldo che ci tormenta. Non parliamo d’altro. Stiamo sempre a controllare le previsioni del tempo sperando in un grado in meno. Accendiamo ventilatori e condizionatori, riempiamo il frigorifero di bevande gassate, galleggiamo in piscina, facciamo 5 docce al giorno.   Continuamente lamentandoci. Ma quanto dovrebbero lamentarsi i detenuti chiusi 20 ore al giorno in celle di 15 metri in tre, con un rubinetto che cola acqua tiepida, distesi su brande infuocate, con la facoltà di farsi una doccia solo una volta al giorno, senza la possibilità di bere una bevanda fresca perché gli hanno pure tolto, da poco e con una lungimiranza encomiabile, i piccoli frigoriferi sino ad allora in dotazione.  E poi, i piccoli ventilatori non in tutte le celle, spesso scassati, l’ora d’aria all’intervallo di mezzogiorno quando il sole è a picco “perché così dice il regolamento”, i pasti, quasi sempre pessimi, a base di wusterini, ...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 25/26 21 giugno 2026 XII domenica del Tempo Ordinario di don Tiziano Vimercati

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Siamo solo un piccolo gregge   Può anche darsi che qualcuno pensi di non aver paura di niente e di nessuno, almeno così dice. In realtà tante paure accompagnano la vita dell’uomo. Reali, che già incidono sulla qualità della vita; temute, come minacce che incombono e che la vita ce la possono stravolgere; immaginarie, che esistono solo nella nostra testa. Nel vangelo di oggi Gesù parla di paura: invitandoci a non averne ma anche ad averne. Ci sono paure che possiamo controllare senza lasciarci schiacciare e rovinare la vita, e ce ne sono altre che ci aiutano a essere migliori. Le paure incontrollate ci condizionano e indirizzano le nostre scelte, di solito in modo negativo. Dunque, non abbiate paura degli uomini ... di quelli che uccidono il corpo... Invece, abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geenna e l’anima e il corpo. Una paura che non paralizza e non condiziona, non una cattiva consigliera ma l’occasione per non perderci, la paura che mi apre g...

Al peggio non c’ è mai fine di G. L. R.

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  Entrare in carcere, scontare la propria condanna e, alla fine della pena, ritrovarsi con un debito da pagare con chi ti ha condannato. Non tutti sono a conoscenza che in carcere, oltre a scontare la pena si accumulano debiti. Ma come è possibile, vi chiederete, come fa una persona che è detenuta e quindi impossibilitata ad avere rapporti con la società ad accumulare dei debiti all’ interno del luogo in cui è reclusa e con chi l’ ha delusa? È paradossale ma è proprio così, nel carcere si accumulano debiti, ogni giorno trascorso al suo interno è un costo che lo stato trasferisce sui propri detenuti. Si chiama “Quota di mantenimento”, la somma di 108/112 € che, per chi non lo sa , noi detenuti dobbiamo pagare per coprire il costo della nostra permanenza all’ interno del carcere. Secondo l’ ordinamento penitenziario, lo Stato dovrebbe fornire a noi carcerati, il vitto, un alloggio confortevole e i generi per la pulizia dei locali, oltre a fornire il vestiario e gli oggetti per la c...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 24/26 14 giugno 2026 XI domenica del Tempo Ordinario di don Tiziano Vimercati

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Chiamati e inviati  C’è un’umanità che desidera vivere in pace, sorpresa e preoccupata per i sempre più numerosi conflitti che ci affliggono e di cui, in un modo o nell’altro, tutti ne paghiamo il prezzo. Ragazzi e giovani che stavano imparando a conoscersi e a camminare insieme, con la gioia di incontrarsi, di scoprire sensibilità diverse, ma condivisibili. Un mondo migliore, da costruire giorno dopo giorno, con anche un po’ di fatica, ma tanta speranza nel cuore. Ora sembra che si stia tornando indietro, perdendo un patrimonio di progressi sociali e di diritti condivisi, e che la direzione delle scelte che governano il mondo sia nelle mani di pochi, politici (eletti o meno fa poca differenza), potenti in campo economico e finanziario, o fondamentalisti religiosi. Una situazione che ci piace poco e che purtroppo non solo crea una sensazione di paura e precarietà ma che spinge molti a isolarsi, a disinteressarsi del bene comune, a considerare l’impegno politico non solo inutile ma ...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 23/26 7 giugno 2026 Corpus Domini di don Tiziano Vimercati

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Eucaristia: logica di amore   Diceva Oscar Wilde, scrittore e drammaturgo irlandese, vissuto nel diciannovesimo secolo: Posso fare a meno di tutto, tranne che del superfluo. Una frase provocatoria, paradossale, o forse no, almeno per Oscar. Troviamo però anche un po’ di verità in queste parole. C’è qualcosa che ci spinge a considerare il superfluo come necessario, quindi desiderabile e quindi val la pena cercare di possederlo. A scapito di perdere di vista ciò che davvero ci tiene in vita, senza mai toglierci la dignità. Non si tratta soltanto di ricordare che l’uomo non ha solo bisogni materiali, l’uomo non vive di solo pane ci ricorda il libro del deuteronomio, seconda lettura di oggi. C’è molto altro nella vita degli uomini. Se non hai pane a sufficienza non sei nelle condizioni di gioire per le cose belle della vita, sembra che tutto perdi di interesse. In realtà è perché l’insicurezza del domani offusca la nostra vista e tutto quanto ci circonda, e non si hanno le forze per re...

Settimanale di varia umanità carceraria Santissima Trinità C.C. di Monza Numero 22/26 31 maggio 2026 di don Tiziano Vimercati

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  Come umili cercatori   “Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto”, così il salmo 27 esprime il desiderio di Dio. E’ però un desiderio che richiede di metterci in ricerca, e rimanerci, con l’umiltà di non pretendere di possedere colui che si desidera, di piegarlo ai nostri pensieri e, ancor peggio, servirsi di Dio per le nostre sporche contese. Ci si avvicina al mistero di Dio con stupore, meraviglia, indegnità, e un po’ di paura. “Mosè si curvò in fretta fino a terra, e si prostrò” quando il Signore scese dalla nube e si fermò presso di Lui. Era troppo anche per lui, capiva di non poter contemplare in pienezza il volto di Dio, e che quel giorno aveva sì fatto un passo avanti ma che doveva rimanere in ricerca. Il rischio di sentirci padroni anche di Dio è grosso e illuderci di saperne abbastanza ci può portare alla delusione, all’alienazione, al rifiuto, al fanatismo e alle tragedie. Delusi perché Dio non ci ha ascoltato, anche se chiedevamo cose belle e ...