Se la lettera d'amore è corale: carta e penna per un amico di Andrea P.
Un detenuto, quando deve scontare la sua pena, convivere con persone che non conosce in un carcere sovraffollato, dove ognuno ha le sue abitudini e, a parte tutti gli altri problemi della sua vita, stringe i denti e continua il suo percorso; ma quando all’esterno di queste mura ha la cosa più preziosa che non vorrebbe mai perdere, soprattutto in queste circostanze e cioè una moglie che ti gli dà la forza di andare avanti e affrontare gli ostacoli di ogni giorno. Che non gli fa mancare nulla e gli dà una speranza di vita per poter ricostruire il suo futuro una volta uscito dalla prigione. Allora sa di non essere solo perché lei lo aspetterà fino all’ultimo per poter dimenticare quel brutto momento godendo di giorni felici. Ma quando, a parte tutti i problemi della vita, dentro un carcere sovraffollato con detenuti di ogni genere e di ogni cultura e tradizioni diverse si rischia di perdere quell’amore perché qualcosa lo sta rovinando, a quel punto un detenuto smette di essere forte, non riesce più a fare finta di niente, non riesce più a nascondere le sue debolezze, non ha voglia di fare nulla, non vuole pulire, non mangia, non dorme, cammina velocemente nella sezione per chiedere consigli a qualcuno per risolvere il suo problema d’amore con la sua compagna, non può passare inosservato dagli altri detenuti.
La stessa identica cosa è successa nel carcere di Monza ad un detenuto Italiano di 44 anni, quel detenuto è nel mio stesso reparto, io lo conosco; quando sono venuto a sapere di quel problema, mi sono avvicinato a lui e gli ho dato consigli, poi con altri detenuti gentili e di buon cuore, ci siamo messi d’accordo per aiutarlo a scrivere una lettera d’amore: ognuno di noi ha scritto una frase d’amore, alla fine siamo riusciti a collegare insieme tutte le frasi e creare qualcosa di meraviglioso con gli unici attrezzi che abbiamo e cioè una carta e una penna. Ho chiesto a quel detenuto disperato di poter riscrivere la lettera d’amore per poi leggerla davanti ai miei colleghi della redazione, lui mi ha dato il permesso di farlo, ma vuole restare anonimo, questa è la lettera che è venuta fuori:
“Ciao amore, spero che ti sia tranquillizzata perché il fatto che sei
arrabbiata con me, mi fa stare troppo male. Forse Dio ha voluto mandarmi in
carcere per aiutarmi a capire dove ho sbagliato; ho capito che ho fatto errori
che non riesco perdonarmi, so che non posso tornare indietro ma voglio dirti
che io senza di te non valgo nulla. Io voglio stare con te fino alla fine dei
miei giorni, sei la donna più importante della mia vita, senza di te mi sento
perso, non ho voglia di fare nulla, non dormo, non mangio, penso continuamente
a te. L’unica cosa che vorrei in questo momento è poterti abbracciare per
un’intera giornata, ho paura di perderti, perdonami per i miei errori, in carcere
sto soffrendo molto, ma grazie a questo dolore, sono diventato più maturo. Per
favore amore mio, dammi un’altra possibilità, ti prometto che non te ne
pentirai, per te sono pronto a cambiare, non buttiamo tutti questi anni per
qualche nostra debolezza, tu sei sempre stata una guerriera, ho sempre creduto
in te, ti ho sempre dato la mia fiducia, ho posato nelle tue mani il nostro
futuro, perché tu sei la cosa più preziosa che ho. So che tu non mi deluderai,
niente e nessuno potrà dividerci, l’invidia non avrà la vittoria contro di noi,
non permetterò a nessuno di dividerci: Ricordati di tutte le cose belle che
abbiamo vissuto e di quante volte ci siamo divertiti insieme. Io ti penso
sempre, la mattina quando mi alzo dal letto e la notte quando mi addormento, e
quando mi addormento ti sogno tutte le notti. Io per te ci sarò sempre non lo
dimenticare mai per favore, dammi l’ultima chanche e ti prometto che non ti
deluderò più, perché la vita mi ha insegnato che un giorno dura 24 ore, un ora
60 minuti, un minuto 60 secondi, ma nessuno mi ha mai insegnato che un secondo
lontano da te dura un’eternità. Vorrei soltanto abbracciarti e poi fermare il
tempo, sarei perduto se vivessi un solo momento senza di te. Ti darei i miei
occhi per farti contare le lacrime che sto versando per te, amo due cose, te e
la vita, te perché mi dai vita e la vita perché mi ha dato te. In ogni cuore
esiste un nome, nel mio cuore esiste il tuo, nessun giudice, nessuna legge,
nessuna lontananza e nemmeno 100 catene riusciranno a portarti via da me. Forse
io non sono lì fisicamente, ma tu sei costantemente nei miei pensieri e ti
custodisco gelosamente nella mia vita, nei ricordi. Anche se non siamo vicini,
il mio cuore è sempre lì vicino a te, tu sei la mia dolce metà, l’altra metà della
mia anima, tu sei il mio punto di riferimento. Tu sei il mio vero amore, una
lacrima che scende e cammina pian piano sulla mia pelle. Non ho molto da
offrirti, ho solo due occhi che ti guardano come se fossi la stella più
luminosa fra un miliardo di stelle, due braccia per proteggere le tue fragilità
e accarezzare il tuo dolce viso, una mente, che pensa sempre a te e un cuore
che ti amerà fino al suo ultimo battito. Non posso prometterti che tutto sia
perfetto, so che ci saranno migliaia di momenti difficili, anche se non mi vedi
vicino a te ci sono sempre, io con il mio cuore sempre a te accanto. Ricorda,
la mia vera condanna è la tua assenza".
- da Oltre i
Confini Beyord Borders 26° numero dell'inserto allegato a Il Cittadino di Monza
e Brianza - febbraio 2026
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