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Amnistia ai detenuti, l'appello del Papa ai governi

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  Nell’Anno giubilare saremo chiamati ad essere segni tangibili di speranza per tanti fratelli e sorelle che vivono in condizioni di disagio. Penso ai   detenuti   che, privi della libertà, sperimentano ogni giorno, oltre alla durezza della reclusione, il vuoto affettivo, le restrizioni imposte e, in non pochi casi, la mancanza di rispetto. Propongo ai Governi che nell’Anno del Giubileo si assumano iniziative che restituiscano speranza; forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in sé stesse e nella società; percorsi di reinserimento nella comunità a cui corrisponda un concreto impegno nell’osservanza delle leggi. È un richiamo antico, che proviene dalla Parola di Dio e permane con tutto il suo valore sapienziale nell’invocare atti di clemenza e di liberazione che permettano di ricominciare: «Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nella terra per tutti i suoi abitanti» (   Lv  ...

La storia di Azmi, il ragazzo tunisino di L.E.

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  S ono nato in Tunisia, quando arrivai in Italia avevo 23 anni, con una infanzia passata tra sofferenze, dolori e tristezze. In verità devo ammettere che nel corso della mia vita ho incontrato anche persone con la capacità di andare oltre ai pensieri comuni ed i pregiudizi che portano a dividere lo stato sociale per diversa etnia. In Tunisia incontrai due persone splendide, una coppia di pensionati italiani, che, forse in virtù del fatto che erano stranieri in terra straniera, hanno voluto andare oltre i pregiudizi del sentito dire della gente verso gli stranieri come me. In una cena durante una serata   trascorsa insieme con quella simpatica coppia di pensionati   mi raccontai, e tra i vari racconti narrati , che loro volevano ascoltare, raccontai tutta la mia storia, quella della mia vita. Tra stupore e curiosità   il loro modo di pensare cominciò a cambiare, erano turisti di passaggio,   vivevano in Italia, e ovviamente   avevano il loro modo italiano d...

Cristiano Puglisi, Direttore Il Cittadino di Monza e Brianza

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  Biblioteca del carcere Sanquirico di Monza Ho avuto l’opportunità di incontrare Antonetta Carrabs, infaticabile promotrice di “Oltre i Confini – Beyond Borders”, a poche settimane dal mio insediamento alla direzione de Il Cittadino. In quel particolare momento, per me, era quasi tutto nuovo. Nuovo il ruolo, nuove le responsabilità. Tra queste anche quella di scegliere quali dei progetti previsti in passato dal nostro piano editoriale confermare o meno. Così, sfogliandolo e poi incontrando Antonetta, mi sono imbattuto proprio in “Oltre i confini”. E, devo ammetterlo, l’innamoramento è stato immediato. Non solo perché la possibilità di raccontare al “mondo di fuori” che cosa vivano nella loro quotidianità i detenuti, che cosa sentano, che cosa possano provare, mi ha affascinato all’istante. Ma anche per l’opportunità di far scoprire alla comunità dei “liberi” chi siano realmente gli inquilini di una casa circondariale, cioè gli appartenenti a una categoria sociale che r...