Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 18/26 3 maggio 2026 Quinta domenica di Pasqua di Don Tiziano Vimercati



Non sia turbato il vostro cuore 

Nel brano del libro degli Atti degli apostoli, prima lettura di oggi, leggiamo: quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove (Atti 6,1). Verrebbe da dire che certe dinamiche, certe lamentele che ben conosciamo, sono cosa vecchie che sempre ci accompagnano. Anche nella prima comunità cristiana non erano tutte rose e fiori, come spesso, sbagliando, pensiamo. Sorgono le difficoltà, le prime crisi. Il vero problema in questo caso, non è tanto l’equità nella distribuzione degli aiuti ai poveri, ma la convivenza tra i cristiani che provenivano dal mondo ebraico e quelli, pagani, di lingua greca. Le comunità cristiane, neanche le prime, non sono perfette, ci possono essere contrasti, modi diversi di vedere e giudicare la realtà. La comunità cristiana tende sì alla santità ma si riconoscere peccatrice perché composta da uomini peccatori. Ciò che però non deve mai mancare è l’unità nella verità, c’è una comunione, un volersi bene che non deve mai venire meno. Al di sopra di tutto ci deve essere l’appartenenza a Cristo che, come ci ricorda il vangelo di oggi, è Via, Verità e Vita. Quando ci si ricorda dell’amore di Gesù per tutti noi, e che ci chiede di amare come Lui ci ha amati, ci ricordiamo di non essere tra noi estranei, e consideriamo l’altro degno di ricevere amore, non ci dovrebbero spaventare né inevitabili difficoltà, né dissensi, né diversi punti di vista. Tutto è ricomponibile, c’è sempre un punto d’incontro. Anzi, il confronto, anche se acceso, vissuto però nel rispetto e nella sincerità, ci permette di individuare meglio la strada da percorrere, diventando addirittura provvidenziale. Sembra che Gesù fosse ben consapevole delle difficoltà che i discepoli avrebbero incontrato dopo la sua morte: Non sia turbato il vostro cuore, li rassicura nel vangelo. Forse li vedeva troppo impauriti, senza sapere che cosa fare, persi perché avevano capito che ancora per poco Gesù sarebbe stato con loro. E noi che faremo senza di te, quando non ci sarai più, queste domande esprimevano i loro volti. Quel Non sia turbato il vostro cuore raggiunge anche noi. Anche se non abbiamo troppe paure, non siamo smarriti più di tanto. Troppo indifferenti e disillusi questo sì. Al punto da non aspettarci più niente che davvero ci possa avvicinare al pensiero evangelico, adagiati in una fede che si è accomodata molto, che abbiamo adeguato al buon senso, a ciò che è bene e che è accettato da tutti, ma che possibilmente non scomodi nessuno. Forse un po’ di disagio e di paura l’abbiamo, ma non ne siamo consapevoli. dtiziano.

Cisgiordania e Gaza, continua sofferenza 


Coloni violenti e criminali Agiscono il più delle volte impuniti i coloni israeliani che occupano, con violenze e distruzioni, territori della Cisgiordania. Spesso anche uccidendo i palestinesi, impossessandosi delle loro proprietà. E’ una barbarie che dura da molto tempo. Alle autorità israeliane è stato consegnato un dossier, con prove inconfutabili, che testimonia le nefande azioni dei coloni. Anche il patriarcato latino di Gerusalemme ha denunciato le continue violenze che sta subendo. I coloni entrano armati nei territori palestinesi, usano violenza, minacciano, distruggono ciò che non interessa, e diventano padroni di ciò che non è loro. Un’organizzazione israeliana da ormai vent’anni rivela che il 93,8% dei reati commessi rimane impunito, non si arriva neanche all’incriminazione. Card. Pizzaballa Nella lettera pastorale che sarà pubblicata tra qualche giorno il cardinale ha scritto: “La guerra è diventata oggetto di un culto idolatra. La vocazione di Gerusalemme è guarire il mondo dalle sue ferite. Guarire le lacerazioni con mitezza e col coraggio del perdono: è questa la missione sublime di Gerusalemme, dove i cristiani sono sale, luce e lievito all’interno della società a cui appartengono a pieno titolo”. Basta alla guerra Più di 80 organizzazioni israelo-palestinesi, impegnate per la costruzione della pace, si sono ritrovate a Tel Aviv per gridare: E’ l’ora di dire basta alla guerra. Israeliani e palestinesi insieme. Medici senza frontiere Carenza di acqua potabile a Gaza. Distrutte le infrastrutture idriche e impediti i rifornimenti di acqua potabile. L’acqua usata come arma, mancanza d’acqua come disumana punizione. E’ quanto denunciato da Medici senza frontiere. 

Nella giusta direzione 

Siamo in Cambogia, Asia: nel carcere femminile di Phnom Penh è in atto un progetto semplice, eppure significativo e molto necessario, rivolto ai bambini che si trovano in carcere con le madri. Un’associazione locale si prende cura delle madri e dei bambini creando uno spazio vivace, colorato, stimolante, dove ricevono le attenzioni e gli aiuti indispensabili per una crescita il più possibile serena. Oltre a ricevere ogni giorno un adeguato pasto. Il progetto, in collaborazione con la società civile, prevede anche la ricerca di strade alternative al carcere e quindi offrire ai bambini di poter vivere nella libertà, valore irrinunciabile anche per loro. Progetti che vanno nella direzione giusta. Ancor di più quando intrecciano la volontà dello Stato.

Primo maggio, Festa dei lavoratori: per un lavoro dignitoso 

Dall’intervento del presidente Sergio Mattarella nello stabilimento Piaggio di Pontedera in occasione della Festa dei lavoratori Domani, Primo maggio, è la festa dei lavoratori di tutto il mondo. È una festa della Repubblica, che sul lavoro si fonda. Il lavoro plasma il nostro essere e il nostro futuro. Il lavoro è attore preminente nella realizzazione degli obiettivi di solidarietà sociale assegnati dalla Costituzione. È espressione della libertà della persona e dell’intera comunità. È dignità. È strumento di partecipazione, di costruzione... Le cronache ci restituiscono, pressoché quotidianamente, notizie di lavoratrici e di lavoratori che perdono la vita o rimangono infortunati, nello svolgimento delle loro attività. La sicurezza sul lavoro resta un impegno, un dovere, che non consente rinunce o distinguo. Tra luoghi di lavoro e in itinere sono oltre mille le vite spezzate ogni anno. La coesione sociale richiede che il lavoro e la tutela dei lavoratori siano effettive, contro ogni illegalità e sfruttamento che rappresentano una minaccia alla stessa convivenza. Concerto del primo maggio Si è svolto come ormai avviene dal 1990, non senza qualche polemica, il Concerto organizzato dai sindacati in piazza San Giovanni in Laterano. Il motto scelto quest’anno: “Lavoro dignitoso”. Ci sta bene? Torino e buona parte del Piemonte sta vivendo anni di crisi per la perdita di posti di lavoro e numerose ditte in difficoltà. Si calcola che 400 aziende legate al modo delle auto siano state riconvertite nella produzione di armi. E’ questo il lavoro che vogliamo e che “plasma il nostro essere e il nostro futuro”? Parole del card. Repole: desidero condividere il mio turbamento al pensiero che le guerre seminano morte nel mondo, eppure a Torino e in Piemonte rappresentano un vantaggio economico per le aziende che producono forniture militari come motore di rilancio dell’occupazione. Ci va bene? Intanto nel 2025 l’export delle armi italiane ha segnato un incremento del 19%.

Arriva il caldo, via i frigoriferi dalle celle 

Una recente nota del Dap, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ha dato nuove disposizioni sull’uso dei frigoriferi all’interno delle carceri. Via dalle celle e concentrarli in locali comuni (quali?), e da usare in orari prestabiliti (!). La denuncia viene dal Coordinamento dei direttori delle carceri giustamente preoccupati dalle conseguenze dell’applicazione di tali norme. Proteste o, peggio, rivolte determinate da una insopportabile vita carceraria dove non è neanche possibile bere un bicchiere d’acqua fresca o conservare latte e carne nella imminente calura estiva. Come è possibile che si possano prendere decisioni come questa? La risposta è nel rigore securitario che sembra prevalere in tutta la pratica governativa. Basta osservare quanti decreti sicurezza sono stati votati in questi anni. Gda.

Ri(flessioni) 

1. Suicidio in carcere Carcere di Reggio Emilia: un uomo di nazionalità georgiana, arrestato dopo essere stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio, si è tolto la vita. Si trovava nel reparto “per la tutela della salute mentale”, e tra pochi giorni avrebbe incontrato il giudice per essere trasferito in una Rems. Uno dei tanti che si trovava nel posto sbagliato, un posto che non è in grado di garantire efficienza e cure adeguate. Ma è così difficile trovare una Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza disponibile ad accogliere queste persone così provate dalla malattia ma anche messe in un angolo dalla società?

2. Morto in carcere E’ stata disposta l’autopsia per un uomo di 48 anni, detenuto da pochi giorni nel carcere di Livorno. E’ stato trovato ormai morto, la mattina, dai due compagni di cella, che di nulla si erano accorti. “In poco meno di due anni è il quarto decesso che avviene con queste modalità, dal sonno alla morte”, ha dichiarato il Garante dei detenuti di Livorno. Un carcere, come tanti altri, fatiscente e sovraffollato. 3. Non è un gioco Non è affatto una bella notizia. Gli italiani bruciano 165 miliardi all’anno nel gioco d’azzardo. In Lombardia sono 26 i miliardi giocati: un triste primato. Un gioco che non è affatto un gioco ma tentazione che spinge molti verso la malattia e la povertà. 4. Un 25 aprile tradito Scrivevo la scorsa settimana che il 25 aprile è una festa spesso segnata da polemiche e accuse reciproche. E’ stato così anche quest’anno. Non siamo capaci di fare pace con la nostra storia e con le colpe che ci portiamo sulle spalle. Così, però, tradiamo il 25 Aprile. Occorre rispetto per la verità e desiderio sincero per il bene di tutti. 5. Odio sempre più vasto Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti, non si aspettava, all’età di di 96 anni, di ricevere messaggi di questo tono: perché non muori? Espressione, da lei stessa definita, di “un odio sempre più vasto”. 6. Odio che si diffonde Un ragazzo di vent’anni, appartenente alla comunità ebraica, il 25 aprile a Roma ha sparato con una pistola ad aria compressa a due iscritti all’Anpi (Associazione partigiani d’Italia), ferendoli non in modo grave. Un odio che dilaga, senza confini e che non risparmia nessuno. 7. No more mr. nice guy! Non si può certo dire che Donald Trump sia privo di cattivo gusto. Un’immagine creata dall’intelligenza artificiale lo ritrae che imbraccia un mitragliatore e con occhiali da sole. Trump dice che non sarà più il signor gentile per l’Iran. dt.

Commenti

Post popolari in questo blog

LA MIA SCALA DEI VALORI, OGGI di C. V. carcere di Monza - Reparto Luce Cella 211

STRETTA ALLE ATTIVITÀ CULTURALI IN CARCERE

I detenuti intervistano la direttrice Cosima Buccoliero a cura di E.N.