Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 15/26 12 aprile 2026 Seconda domenica di Pasqua di don Tiziano Vimercati

 


Pace a voi! 

Così disse Dietrich Bonhoeffer, pastore luterano, in una conferenza tenuta a Fano (Danimarca), nel 1934. Bonhoeffer sarà poi impiccato dai nazisti nell’aprile del 1945. Come si crea la pace? Con un sistema di trattati politici? Investendo capitali internazionali nei vari paesi? Vale a dire attraverso le grandi banche, mediante il denaro? O addirittura attraverso un riarmo pacifico generale, con lo scopo di assicurare la pace? No, attraverso nessuna di queste cose. No, attraverso nessuna di queste cose. Bonhoeffer sembra proprio elencare alcune convinzioni diffuse e condivise anche ai giorni nostri: se vuoi la pace prepara la guerra, armiamoci per garantire la pace, i governanti stipulino trattati di pace, economici, commerciali, di più o meno libero scambio. In più oggi c’è anche una certa ipocrisia quando si usa la forza per imporre i propri interessi, il potere ottenuto sì in modo democratico ma poi con la pretesa di gestirlo in modo assoluto, pronti a fare la guerra senza rispetto per il diritto internazionale, e di ritenere il tutto come cammino verso la pace. Una pace strana, fondata sul dolore e la morte di troppi uomini e donne, non certo la pace desiderata dai popoli. Non certo quella che ci offre Gesù. Nel vangelo di oggi per tre volte si rivolge ai discepoli dicendo: Pace a voi! Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi!... Otto giorni dopo venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: Pace a voi! La pace è il dono del Risorto ai discepoli di allora, e agli uomini di ogni tempo, a noi che stiamo vivendo un tempo pieno di paure e di incognite. Dono impegnativo perché chiede di essere accolto; il dono che ci indica la strada per raggiungere la pace, è lo stile di vita proposto capace di realizzarla. Non qualcosa di magico che si realizzerà comunque. 

        Stefano Colombo, Gesù e Tommaso

Gesù sta parlando di pace dopo aver vissuto con lo sguardo rivolto verso il Padre, desideroso di compire la sua volontà, e rivolto verso i fratelli per i quali aveva fatto dono della vita. Gesù ci sta dicendo: non con la forza, non con le armi, neanche con il potere dissennato di certi potenti di turno realizzeremo mai la pace ma accogliendo la mia parola, compiendo le mie stesse scelte, anche se mi hanno portato sulla croce. Ci sta dicendo, come disse a Tommaso, metti qui il tuo dito e guarda le mie mani, tocca le mie ferite, sono ferite che grondano amore, che invitano al perdono, se mette il tuo dito nel mio fianco avrai la forza non solo di credere ma anche vivere come sono vissuto io. Molti considerano queste parole semplice e inutile utopia. Il cristiano non lo faccia perché sono vita. Almeno i cristiani abbandonino, a ogni livello, le lotte intestine, gli odi familiari, le contrapposizioni astiose senza mai ascoltarsi, il ricorso all’uso delle armi. Condividiamo invece alcune parole, sempre di Bonhoeffer, anche se ci sembrano irreali, ma non lo sono poi così tanto se di Dio siamo umili servitori obbedienti, e non padroni con la pretesa di tirarlo dalla nostra parte, anche per scopi che nulla hanno a che fare con Lui. Screditiamo Dio e facciamo del male a noi stessi. Le battaglie non vengono vinte con le armi ma con Dio, vengono vinte anche laddove la strada porta alla croce. dtiziano 

Social network 

Anche i social network fanno parte delle nuove possibilità che ci sono offerte e che possono essere molto positive, ma anche fare del male. Dobbiamo imparare a conoscerli e a usarli. Intanto si constata l’influsso negativo che esercitano sui più fragili, soprattutto tra bambini e ragazzi minorenni. Alcune nazioni nel mondo hanno iniziato cercare soluzioni per arginare i pericoli derivanti da un uso scorretto dei social. L’Australia, prima ad aver proibito l’uso dei social network ai ragazzi/e con meno di sedici anni, fa da apripista. Slovenia, Gran Bretagna, Austria e Spagna stanno pensando come intervenire a livello legislativo per imporre limiti efficaci nell’uso dei social. Anche la Grecia sta accelerando i tempi. Il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha girato un video per dire ai ragazzi sotto i 15 anni che sarà vietato accedere ai social network. Questo divieto sarà effettivo dal primo gennaio del 2027, ma già da ora sono vietati gli smartphone nelle scuole. Secondo un sondaggio, l’80% degli intervistati si sono dichiarati d’accordo con questa misura. Non so cosa si riuscirà a ottenere ma almeno ci si sta interrogando e si cercano soluzioni efficaci. Che sarebbero migliori se si avvalessero della competenza di tutti e frutto di un lavoro condiviso. 

Sentenza di condanna 

A Los Angeles una giuria ha condannato Meta e Youtube per aver provocato gravi danni psicologici a una ragazza minorenne. Dovranno pagare tre milioni di dollari.

Esportazione di armi 


Un settore industriale che gode di ottima salute quello delle esportazioni delle armi. L’Italia è tra le prime a produrle ed esportarle. Lo dichiara la relazione annuale prevista dalla legge 185/90, da poco trasmessa al Parlamento. Un nuovo record: più 19,14%, rispetto al 2024, nella vendita di armi sui mercati internazionali. L’Italia vende sempre più armi: dal 2022 al 2025 le autorizzazione alla vendita delle armi sono aumentate del 87%. Si fanno affari anche con Paesi in conflitto. Anche se la produzione delle armi è un settore che gode di ottima salute portando importanti profitti economici, non mi sembra un motivo di sano orgoglio.

Intervista al cardinal Pietro Parolin 

Solo qualche passaggio dell’intervista dove il cardinal Pietro Parolin, Segretario di Stato del Vaticano, chiede di sostenere papa Leone nello sforzo per raggiugere la pace, di non lasciarlo solo, come voce che grida nel deserto. Sosteniamo la voce di Leone XIII: la pace è l’unica opzione. Mi colpisce con quanta determinazione – stavo per dire facilità – l’opzione bellica venga presentata come risolutiva, quasi inevitabile. C’è bisogno di più voci di pace, di più voci contro la follia della corsa al riarmo e di più voci che si levino in favore dei nostri fratelli più poveri. 

Una strage continua/2 

E’ vero, ne abbiamo già parlato più volte: le stragi dei migranti nel mar Mediterraneo continuano in una sostanziale indifferenza. In questa ultima settimana altre 180 vittime si aggiungono alla lista dei morti in mare, portando il totale dall’inizio dell’anno si avvicina a quota mille. Naufragi avvenuti nelle acque di Libia, Lampedusa, Turchia, Tunisia: un vero bollettino di guerra dove muoiono uomini e donne, disperati e poveri. 

Studenti del liceo Galluppi di Tropea 

Una lettera, quella degli studenti di Tropea, che dovremmo conoscere, scuote la nostra indifferenza e ci dice anche quanto possono essere migliori i ragazzi di oggi. “Ci siamo accorti che le onde stavano restituendo il corpo di un migrante e abbiamo allertato la Capitaneria di porto. Ora a scuola ci chiediamo: ma davvero di fronte a queste tragedie, possiamo sentirci innocenti”.

Ri(flessioni) 

1. Morto in carcere 

Luca Madonato, 29 anni, detenuto nel carcere di Lecce, è stato trovato morto nella cella. Soffriva di diverse patologie. E’ stata comunque disposta l’autopsia per escludere ogni ipotesi di maltrattamenti o di omicidio. Sarebbe uscito in permesso poche ore dopo. 

2. Tentativi di suicidio 

Sono tanti, troppi, i tentativi di suicidio che avvengono nelle carceri italiane: circa duemila ogni anno. Un numero troppo elevato che manifesta il grande disagio in cui vivono i detenuti, e la necessità di affrontare, non con inutili proclami, ma con scelte concrete e efficaci che limitino il più possibile questa piaga. Tutto ciò che serve, anche se dovesse costare. 

3. Tragedia sempre più dimenticata. Duemila feriti, almeno 730 uccisi da quando ci dovrebbe essere “pace” a Gaza. Una tragedia sempre più oscurata nella speranza, speriamo vana, di dimenticarla. Non arriva a sufficienza ciò che è necessario per sopravvivere. Soltanto trenta persone al giorno possono uscire dalla striscia per ricevere cure salvavita, a fronte di 18mila in ansiosa attesa. Ai giornalisti stranieri non è consentito entrare a Gaza. I palestinesi non vedono alcun futuro dignitoso possibile. E’ un lento morire quotidiano. 

4. Truffe sull’Everest 

Pur di incassare ingenti somme dalle assicurazioni provocavano malessere agli ignari turisti desiderosi di compiere un’escursione sul monte Everest. Tra il 2022 e il 2025 ben 4.800 turisti hanno subìto l’imbroglio da parte di guide, agenzie di viaggio, medici compiacenti, prezzi di salvataggio gonfiati, inutili ricoveri ospedalieri. 

5. Italiani in difficoltà 

Alcuni dati Istat che riflettono la situazione economica delle famiglie italiane. Popolazione a rischio povertà o esclusione sociale: 22,6%, cioè più di 13 milioni di italiani. . Il reddito medio familiare è aumentato del 4,1% raggiungendo euro 39.501. Reddito famiglie più ricche: cinque volte quello delle famiglie più povere. Una ricchezza che deve essere redistribuita meglio. 

6. Lunga vita, un poco fragile 

Gli italiani sono tra i primi del mondo, e primi in Europa, per aspettativa di vita: 83,4 anni. Tanti anziani, bene. Solo che gli ultimi 25 anni per molti sono segnati da malattie e largo uso di farmaci. dt.

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