Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 9/26 1 marzo 2026 Seconda domenica di Quaresima di don Tiziano Vimercati
Signore, è bello per noi essere qui!
Cosa avranno mai visto Pietro, Giacomo e Giovanni, i tre apostoli che Gesù portò con sé sul monte della trasfigurazione da indurli a chiedere di poter costruire tre tende, di poter rimanere in quella situazione, bella, rassicurante, punto d’arrivo dei loro desideri? Signore, è bello per noi essere qui! E’ il bello che esprime pienezza, la convinzione che quella situazione è quella in cui desideriamo vivere e radicarci. E’ il bello che esprime che solo in quella situazione vediamo ciò che non ci è possibile vedere altrove e di cui non possiamo farne a meno. E’ il bello desiderato e che ci è donato in misura ancora maggiore. Prima lettura: Abramo vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò, gli intima il Signore. Dopo l’arrivo nella terra indicata e dopo che di Lui il Signore fece una grande nazione, Abramo avrà pensato, è bello per me essere qui. Che poteva desiderare di più? Seconda lettura: Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il vangelo, scrive l’apostolo Paolo a Timoteo esortandolo a perseverare nel sopportare le sofferenze. La vita del cristiano è vista come un soffrire con Cristo per il vangelo. Ma anche questo porta Paolo e Timoteo a dire è bello per noi essere qui, soffrire per te, perché Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità per mezzo del vangelo. La possibile sofferenza, quando vissuta in compagnia di Gesù, non impedisce la bellezza in quanto ci è donata dallo stare con Lui contemplando il suo volto. Signore, è bello per noi essere qui! Ecco, i tre apostoli videro la bellezza del volto di Gesù, la sua gloria, il senso delle sue parole, della sua vita e del suo soffrire. Aveva appena parlato della ormai prossima passione e morte. Eppure proprio quello era il bello che videro e che ascoltarono: Questi è il Figlio mio, l’amato... Ascoltatelo. Dunque la bellezza è stare in compagnia di Gesù, assomigliare a Lui, pensare, pregare e agire come Lui. Quella gloria che vediamo sul volto di Gesù, quel volto bello come il sole e quelle vesti candide come la luce, è anche la nostra gloria nella quale vogliamo rimanere costruendo qualche tenda per poter riposare in pace e in sua compagnia. Con san Paolo arrivare a dire: per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno. dtiziano.
Io non ti credo più
La logica illusoria, ma devastante, della guerra
Continuare a tessere vie di pace
Il segretario di Stato del Vaticano, il cardinal Pietro Parolin, nel corso di una intervento nella scuola di formazione dei futuri diplomatici della Santa Sede, ha affermato che c’è “un ordine mondiale smarrito, ma la Santa Sede continua a tessere vie di pace”. E’ necessaria una diplomazia fondata sul diritto, sulla giustizia e sulla riconciliazione. La pace e la giustizia devono essere le stelle che guidano le scelte dei Governi e non la forza della armi, premessa per nuove guerre e continuazione di quelle già in atto.
Diplomazia che promuove il dialogo Papa Leone nell’incontro con il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede: A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti, si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli o di gruppi di alleati. La guerra è tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando.
Attacco all’Iran Ieri mattina, sabato 28 febbraio, gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran colpendo la capitale Teheran e altre città. L’Iran ha già risposto con il lancio di missili verso Israele e alcuni paesi del Golfo dove ci sono basi americane. Padre Ibrahim Faltas direttore delle scuole di Terra Santa: Sono suonate le sirene. È aumentata la tensione e la paura in tutta la Terra Santa. Ma è aumentata la paura anche tra la gente iraniana, e in ogni luogo dove c’è guerra. Questi sono i frutti velenosi quando a comandare è il potere dei più forti, nel disprezzo di ogni Convenzione e diritto umanitario.
USA: scontro tra la Casa Bianca e i vescovi cattolici
La lotta contro i migranti e coloro che da anni lavorano negli Stati Uniti, senza ancora avere i documenti in regola, è una caratteristica e una costante dell’azione di governo del presidente Trump. Sembra più un’ossessione che non necessità di porre ordine, un’azione che non guarda alla realtà e che procura insopportabile dolore e mancanza di rispetto verso la dignità di ogni uomo, donna o bambino. Quanto successo a Minneapolis è ancora ben presente nel nostro cuore. I vescovi cattolici americani hanno più volte criticato duramente le scelte di Trump. L’ultimo intervento è di questi giorni. Un intervento diretto, in Italia grideremmo all’ingerenza nelle questioni dello Stato: i vescovi hanno chiesto alla Corte suprema di bocciare il decreto di Trump di voler abolire lo Ius soli, sancito dal XIV emendamento, che riconosce cittadini «tutte le persone nate negli Stati Uniti e soggette alla loro giurisdizione». Questo decreto escluderebbe dalla cittadinanza americana i figli di persone prive di status legale o titolari di permessi temporanei. Hanno scritto i vescovi: I bambini non fanno nulla di sbagliato nascendo negli Stati Uniti. Eppure questo ordine li renderebbe apolidi. In difesa degli ultimi. Bene!
Ri(flessioni)
1. Gaza: crimini contro l’umanità
Ne abbiamo già parlato. Il Governo di Israele aveva imposto a 37 Organizzazioni umanitarie di abbandonare la striscia di Gaza entro il primo di marzo, perché non fornivano i nomi dei loro collaboratori. Ora l’Alta Corte di Giustizia ha congelato, per il momento, la decisione del Governo, in attesa della sentenza definitiva. Una buona notizia, certo. Un po’ di respiro per la martoriata popolazione di Gaza. Ma, appunto, l’ultima parola non è ancora stata detta. In ogni caso le Organizzazioni denunciano: Ci hanno già portati fuori, il governo di Netanyahu ha ancora molte possibilità per impedirci di lavorare. Se questi non sono crimini contro l’umanità.
2. Festival di Sanremo 1
Ermal Meta cantante italo-albanese, che ha partecipato al festival, ha voluto ricordare la strage di Gaza dedicando la canzone, Stella stellina, a una bambina che è stata uccisa. Una filastrocca che ci invita a non dimenticare gli orrori delle guerre, a non abituarci, a non cadere nell’indifferenza.
Stella stellina
la notte si avvicina
Non basta una preghiera
per non pensarci più
Non ci sei più tu
Ho trovato la tua bambola
Mi è sembrato di vederti ancora
eri così piccola
la stringevi fino a sera.
3. Festival di Sanremo 2
Gianna Pratesi, 105 anni, di Chiavari, è stata ospite d’onore nella prima serata del festival. Votò per la prima volta all’età di 28 anni quando gli italiani e le italiane (le donne per la prima volta ammesse al voto) furono chiamati a scegliere tra la monarchia e la repubblica. Alla domanda del presentatore che le chiedeva cosa avesse votato, rispose: Votai Repubblica, come tutta la mia famiglia. Eravamo sicuri noi in casa mia, tutti di sinistra.
4. Festival di Sanremo 3
Monica Castro: l’abbiamo già incontrata. E’ la consigliera comunale di Calenzano che intervenne contro la proposta di gemellaggio con Jenin (Cisgiordania) con parole sprezzanti e disumane verso gli abitanti di quella città. Ora si è scagliata contro Gianna Pratesi (vedi sopra, n. 3). Ci mancava a Sanremo la propaganda di sinistra della 'vecchietta' di 105 anni. Non c'è mai fine al peggio... Comunisti erano, sono e rimarranno. Un po’ di rispetto per Gianna Pratesi non guasterebbe.
5. Festival di Sanremo 4
Si voleva celebrare l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica italiana. Un certo fastidio e sorrisi ironici nel vedere sul ledwall dell’Ariston la scritta: Il 54% alla Repupplica. Non drammatizziamo: ma non è stata una bella figura. dt
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