L'anima è una favola e la vanità una regola. Conta solo il niente mischiato al nulla di F. Marco e N. Mauro
Settanta volte sette dovrai perdonare, non prendere la calcolatrice, significa sempre altro che occhio per occhio, non dovrai accettare in cambio neppure un dente. Squame di serpente gettano in terra al passaggio di chi porta disagio, il divisore può essere il suo nome. Invocato come un Dio, l’alato ormai gremato. Cosa volete ottenere da chi ti inculca fin da bambino che l’uomo era un primate e non una scintilla del divino?
Lavato e stirato, il tuo corpo vogliono,
l’aspetto curato, il giusto taglio di capelli, e dentro, l’anima è soltanto una
favola, la vanità una regola, il niente mischiato al nulla conta solamente.
Squillo di tromba serve ai dormienti, fili di perle abbaglianti, non luci
stroboscopiche ipnotizzanti.
Misericordia e avvisaglia, le nostre armi,
niente urla di battaglia. Rattristarsi con chi è giù, rallegrarsi con chi non
lo è più. Anche i REM DC, o meglio gli AC/DC, per tuo conto, sbraitano le tue
lodi “che ci sta la luce e luce fu”, che ci sia il suono, il mood ed il rock
che procede dal blues. Due nomi sono il significato di Pink Floyd, il loro
cantante ha detto strafatto, glielo avevano riferito gli alieni, lo dicevano
seri. Figli dei fiori della merda, sessantottini belli e carini, pace e amore,
acido come colore. Prove di fine mondo, srotolate a catena. Siamo un ingranaggio, ma di quelli da sostituire. Qui vige la democrazia, nessuno conta un
cazzo di niente, tutti sono indispensabili, io voglio essere l’errore, nel
vostro freddo calcolatore.
- da Oltre i Confini Beyord Borders 26° numero dell'inserto allegato a Il Cittadino di Monza e Brianza - febbraio 2026
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