C'è un Universo per realizzarsi. Il reinserimento passa dalla scuola di Gian Luca R. Intervista

 


La vita carceraria e il reinserimento nel mondo del lavoro, vedere nelle disabilità un’occasione per aiutare ogni persona ad essere messa nella condizione di valorizzare il proprio patrimonio di conoscenze e attitudini, qualunque sia la propria condizione di partenza. Questa è la filosofia di Lorenzo Lento che in prima persona e, successivamente attraverso la cooperativa Universo, inizia negli anni 2000 a creare percorsi di formazione e accompagnamento al lavoro in ambito ICT (information comunication technology). Lo abbiamo incontrato e intervistato. 

Universo vuole creare nel campo della formazione e dei percorsi educativi/tratta mentali persone un vero reinserimento sociale e lavorativo. Il nostro obbiettivo è quello di creare un ponte tra la vita carceraria e il reinserimento nel mondo del lavoro. Vogliamo formare i detenuti con la finalità di trovar loro un impiego qualificato, creando delle figure professionali nel settore delle reti, dei personal computers, delle telecomunicazioni e dei data center, settori in cui la domanda di personale qualificato è altissima. Attraverso i nostri corsi, diamo ai detenuti una vera opportunità di reinserimento nel mondo del lavoro, consentiamo loro di crearsi un futuro solido e di raggiungere una professionalità indiscussa”.

 Ma come nasce questa iniziativa?

Lorenzo Lento avvia negli anni 2000 percorsi di formazione e accompagnamento al lavoro nel carcere di Bollate. Nel 2012, l’incontro tra Lorenzo e Marcello Lego, consente di impiegare presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, allora guidato da Arnoldo Mosca Mondadori, alcuni detenuti. Nasce così Universo, una cooperativa sociale che trasforma un’iniziativa personale in una realtà solida e strutturata. Ma è con l’incontro tra Lorenzo e Luigi Pagano (allora direttore del carcere di Bollate) che viene lanciato a Bollate il progetto “CISCO Network Accademy”, grazie alla collaborazione tra la cooperativa e la multinazionale Americana, leader mondiale nei sistemi di rete e trasmissione.

CISCO Networking accademy, significa far parte di un programma educativo globale promosso da un’azienda leader nel settore delle reti di telecomunicazioni, ciò consente di avere accesso “globale” al mercato del lavoro di questo settore. Lungimiranza e coraggio, la formazione non si fa solo con i corsi ma con una presenza costante e continua. Ad oggi sono moltissime le persone detenute e ex detenute che hanno trovato un impiego stabile e lavorano grazie ai nostri corsi. A Bollate, la porta dell’ aula adibita ai corsi viene aperta dai detenuti, un primo segnale di fiducia e responsabilizzazione, ed è da qui che in modalità remota colleghiamo gli altri istituti di pena che, nel corso degli anni, siamo riusciti a coinvolgere. Monza, Torino, Verona e Rebibbia maschile e femminile, in ognuno c’ è un’aula dedicata ai nostri studenti. Questi corsi offrono diversi livelli di professionalità e specializzazione che spaziano dall’ IT Professional alle certificazioni CISCO CCNA. La loro durata è da 1 a 1,5 anni, ottenute le certificazione, le aziende interessate possono entrare e intervistare i candidati. Al momento, tutte le certificazioni CCNA  si ottengono solo su Bollate. In questo momento storico, di grandi cambiamenti legati all’ uso delle nuove tecnologie, le nostre figure professionali sono richiestissime. Posso affermare con orgoglio che molti dei detenuti che si sono formati con noi, oggi lavorano con importanti aziende che gestiscono le reti informatiche di ospedali, banche e multinazionali. Uno dei nostri studenti, tra i più dotati, è diventato una figura chiave nella gestione dei criminal records dell’area Shenghen. Se ci pensate ha fatto un bel salto dall’ altra parte della barricata! Grazie ai nostri corsi, siamo stati in grado di portare il tasso di recidiva che normalmente è intorno al 70% a 0%. Un risultato non solo statistico ma anche umano! Gli ex detenuti o detenuti che ottengono i diplomi hanno nelle loro mani una vera e concreta prospettiva di vita lavorativa, salari ben remunerati in grado di li metterli al sicuro dal riprendere attività criminali”.

Una bella storia, umana e professionale quella di Lorenzo e della cooperativa “UNIVERSO” che, grazie all’incontro con persone lungimiranti e il supporto di una importante azienda multinazionale, riescono a creare le condizioni di rinascita, rieducazione e reinserimento di tanti detenuti in osservanza dell’art. 27 della nostra costituzione.

Poi universo nel 2024 ha lanciato un nuovo progetto, un’iniziativa per consentire a delle ragazze in Pakistan di accedere ai programmi di educazione digitale, il tutto gestito a distanza dai nostri docenti. Stessa cosa accade in Ruanda, dove Universo ha dato vita ad un progetto per formare un primo gruppo di docenti locali che, in futuro, potranno insegnare e formare giovani nel loro paese”.

In un mondo in cui tanti cercano di alzare i muri, esistono ancora persone capaci di creare ponti. Quella di Lorenzo e di “UNIVERSO” è una bella storia da raccontare!

- da Oltre i Confini Beyord Borders 26° numero dell'inserto allegato a Il Cittadino di Monza e Brianza - febbraio 2026


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