Noi, giornalisti del carcere e corrispondenti de IL CITTADINO di Monza e Brianza


L'esperienza di scrittura giornalistica è cominciata grazie alla giornalista Antonetta Carrabs che, da anni, tiene un corso di scrittura giornalistica nel carcere di Monza. Solo dopo l’uscita del primo numero del nostro giornale, Oltre i Confini - Beyond Borders, l'inserto di otto pagine che Il Cittadino di Monza e Brianza allega al proprio giornale, con cadenza trimestrale, abbiamo avuto la consapevolezza di aver davvero scritto degli articoli che erano stati pubblicati su un giornale “vero” letto da centinaia di persone. 

Ci siamo ritrovati addosso un mix di emozioni: da un lato l’orgoglio di essere stati “giornalisti per un giorno”, dall’altro i timori per l‘impegno concreto da rispettare. Non era più un gioco, era diventato qualcosa di serio con scadenze da rispettare. Eravamo diventati corrispondenti de Il Cittadino di Monza e Brianza. Avevamo assunto un impegno importante. Il titolo del nostro giornale è stato scelto di comune accordo tra noi redattori e simboleggia il luogo del noi, della diversità, della pluralità, del superamento delle barriere. Scriviamo, imparando qualcosa l’uno dall’altro, ci confrontiamo, custodiamo e dosiamo le parole, costruiamo un cammino di condivisione. Ci nutriamo del disperato bisogno di conciliazione che nasce dalle nostre vite in cattività. Ci sostengono le parole, legame della comunità, veicolo per riallacciare un segno di intesa con l’esterno. Proviamo ad esorcizzare e a sostituire la restrizione con l’invito alla popolazione detenuta a partecipare, ad essere attori e non spettatori passivi. Sollecitiamo i detenuti a trasformare la protesta in proposta e ad essere corresponsabili. Ogni detenuto se si rinchiude in sé stesso è un’isola, insieme formiamo un arcipelago. Tra il carcere e la città prima c’era un fossato, ora dopo la nascita del «nostro» inserto, c’è una porta a soffietto dalla quale può trapelare la nostra voce. In ognuno di noi c’è molto di buono, chiunque, anche un magistrato, con un’azione, può suscitarlo. In carcere ci si sente incalzati dal destino. 

Il nostro è un lavoro di squadra. Ognuno di noi fa la sua parte e contribuisce a portare fuori dalle mura la voce del carcere. Abbiamo imparato tante cose l’uno dall’altro sotto la guida attenta di Antonetta Carrabs, a lei dobbiamo soprattutto la capacità di essere riuscita a tirar fuori il meglio di noi non solo in senso letterario ma anche umano; ci ha insegnato ad interagire in gruppo, a comunicare le emozioni e i nostri sentimenti, trasformandoci in giornalisti e scrittori. Non importa se di qualità o meno. Noi tutti oggi scriviamo per il giornale ma soprattutto scriviamo per noi stessi. Ci siamo persino scoperti poeti e non riusciamo a smettere di scrivere versi, poesie, pensieri di vita, racconti, qualsiasi cosa meriti di essere scritta o raccontata. Scriviamo perché i nostri pensieri non siano abbandonati in uno scaffale vuoto di oggetti smarriti. La redazione è composta da una decina di detenuti che si ritrovano sotto la guida di Antonetta, tutti i lunedì in biblioteca, un luogo prezioso, ricco di stimoli e di libri. Quando c’è un evento importante abbiamo la possibilità di partecipare, intervistare le persone che vengono qui in carcere e scrivere gli articoli per il nostro giornale. La linea editoriale la decidiamo noi, senza dimenticare i nostri punti fermi che non abbandoniamo mai: le storie dei tanti detenuti provenienti da ogni parte del mondo che ci raccontano il loro Paese e le loro disavventure, le tante attività che si svolgono in carcere, qualche poesia, ricette e molte riflessioni personali su varie tematiche esistenziali. Nessuna censura da parte della direzione di Sanquirico, qui ci viene garantita la libertà di informazione: un grande valore. E di questo ringraziamo la direttrice Maria Pitaniello che ha tenuto a battesimo il nostro progetto e la direttrice Cosima Buccoliero che ne ha garantito la continuità. Un grazie va anche al direttore del Cittadino Marco Pirola per continuare a sostenere con forza l'uscita del nostro giornale.

Ci sta molto a cuore comunicare con il mondo fuori soprattutto per far comprendere quanto siano sbagliati i pregiudizi nei nostri confronti. Anche se abbiamo commesso degli errori ed è giusto che paghiamo fino all’ultimo minuto la nostra pena, siamo comunque delle persone, siamo umani. Ringraziamo Il Cittadino per questa opportunità che ci ha concesso, il giornalista Roberto Magnani che impagina il nostro giornale con così tanta cura da lasciarci sempre stupiti. Ringraziamo voi monzesi e brianzoli, augurandoci che compriate sempre Il Cittadino in modo da permetterci di continuare a scrivere. E‘ un cammino meraviglioso questa esperienza. Siamo cresciuti molto, in tutti i sensi. 

La redazione Oltre i confini - Beyond Bordes

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