“SIATE ESIGENTI E CORAGGIOSI”
Così ha parlato ai giovani il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno. E ha aggiunto: “Qualcuno - che vi giudica senza conoscervi davvero - vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi.” Belle parole, incoraggianti. E i giovani, molti, questo fanno: nelle piazze per la Palestina, per la pace, per una scuola che insegni e non giudichi solamente, per un lavoro che non c’è, e se c’è, è povero, squalificante, senza futuro. Bravo presidente! Ma la realtà è tutt’altra cosa. I giovani sono nel mirino dei grandi. Perché reagiscono. A una vita che li vede subalterni e sotto attacco. Decreto Caivano, decreto sicurezza, decreto rave party, zone rosse, Daspo questo vedono, presidente, quando non si rassegnano e si arrabbiano. E titoloni sui giornali su quanto sono aggressivi, violenti e rendono le città insicure. È vero girano lame, droga e alcol. I reati - “furti con strappo” e “predatori” - aumentano quando invece diminuisco in generale. Ma la risposta è solo e soltanto la prigione.
Al Beccaria di Milano sono il 150 per cento in più dei posti disponibili. E dormono su materassi per terra. Lo dice il prefetto di Milano nel suo ultimo rapporto, non i soliti sociologi: non basta l’azione repressiva di polizia e carabinieri, occorre che di questa violenza se ne parli a scuola, nelle famiglie, nel sociale. Servono scuole accoglienti, centri sociali che aggregano, campi sportivi accessibili. E invece si chiudono Leoncavallo e Askatasuna. Possono non piacere, ma è lì che vanno centinaia di giovani per stare insieme, fare musica e magari anche criticare chi sta in alto. E a Milano si fanno retate nei quartieri della povertà dove abitano tanti di quei giovani arrabbiati. Azioni criticate anche da sindaco e Curia. “Non abbiate paura di attraversare i conflitti” ha detto papa Francesco nel ’24 al Consiglio nazionale dei giovani. E anche: “Non siate pensionati della vita, non lasciatevi rubare la speranza. Mai! Sognate!”. Belle parole. Ma se le si mettono in pratica sono problemi. In due anni questo governo ha introdotto 48 nuovi reati e aumenti di pena per 417 anni di carcere in più. Una realtà che cozza con le vostre parole presidente e papa.
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