Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 1/26 6 gennaio 2026 di don Tiziano Vimercati cappellano del carcere di Monza


Epifania del Signore Epifania, anche in ritardo 

Dal vangelo di oggi: Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono (Mt 2,11). I magi hanno raggiunto la meta: un viaggio lungo, faticoso, non privo di pericoli, ma alla fine ce l’hanno fatta. Nonostante la falsità di Erode e il tentativo di servirsi di loro per sbarazzarsi del bambino, visto come un possibile rivale. Interessante un brano di un’opera letteraria dove si parla dell’imperatrice Elena. Visitò i luoghi della vita di Gesù e ritrovò la croce di Cristo. Ebbene Elena, nel momento in cui ritrova la croce, pensa ai saggi venuti dall’oriente, ai magi, e si rivolge a loro con queste parole: Questo è il mio giorno e questi tre sono come me. Siete arrivati tardi, proprio come me. Prima di voi sono arrivati i pastori, e persino gli animali. Erano già radunati con il coro degli angeli quando voi non vi eravate ancora messi in cammino. Quanto lavoro, quante osservazioni e calcoli vi ci vollero per arrivare qui, dove i pastori erano corsi a piedi scalzi! ... Miei cari cugini, pregate per me, pregate per i grandi di questo mondo, pregate per tutti gli eruditi e i superbi, perché non siano dimenticati davanti al trono di Dio, quando i semplici entreranno nel loro regno. Anche noi assomigliamo di più ai magi e non ai pastori. Arriviamo sempre tardi. Ma possiamo sperare perché loro, i magi, in ritardo, ma alla mangiatoia ci sono arrivati. Abbiamo bisogno delle preghiere dei magi per scorgere la stella, sentire la voce dell’angelo, trovare la strada di Betlemme e contemplare il mistero che si fa carne. Giotto, Adorazione dei Magi, Cappella degli Scrovegni


I nostri occhi devono vedere il bambino, lasciarsi conquistare dalla semplicità, dall’innocenza, contemplare ciò che il Signore intende rivelarci con il dono di suo Figlio, un bambino fragile e debole ma segno della sua presenza. Questo è possibile anche a noi, uomini del XXI secolo. Scrivevo la scorsa settimana che è facile rifiutare Gesù, anche per un cristiano. Senza neanche scomodarsi troppo, semplicemente con l’indifferenza che uccide tutto, o l’insignificanza tra ciò in cui diciamo di credere e le scelte di vita che compiamo. Dio, però, si è incarnato per noi, così come siamo, uomini che restano indifferenti, uomini che lo rifiutano. Però si è incarnato, e continua ad amarci e ad aspettare di essere accolto. Anche se lo faremo in ritardo, se arriveremo sempre dopo e probabilmente, dopo M. Malherbe, I magi, Vienna 2020 averlo incontrato, ci distrarremo ancora. Questo non ci chiuderà mai la possibilità di incontrarlo, di ricominciare da capo, con occhi e cuore nuovo, rinnovati e sicuramente migliori. Parole di Elena rivolte ai Magi: Non c’era bisogno dei vostri doni, ma li hanno accettati e messi da parte con cura, perché erano stati portati con amore. Siete i miei patroni speciali e patroni di tutti quelli che arrivano tardi, di tutti quelli che per giungere alla verità devono fare un viaggio noioso. Il viaggio della vita, il viaggio della fede. dtiziano 

La pace sia con tutti voi. 

Verso una pace disarmata e disarmante E’ il titolo del Messaggio per la 59° Giornata Mondiale della pace celebrata il primo giorno dell’anno. E’ il primo messaggio di papa Leone per questa giornata. Ha ripreso le parole che pronunciò il giorno in cui fu eletto papa. La pace invocata è ciò che il Signore desidera donare a ogni uomo, in ogni parte del mondo: questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. In questo mondo, che il Signore vorrebbe in pace, dove si dovrebbe vivere come fratelli nel rispetto e nell’accoglienza, dove credo anche che la maggior parte delle persone desideri vivere in pace, ci sono in realtà troppe guerre, di alcune se ne parla molto mentre di altre non si sa quasi nulla (anche se mietono migliaia e migliaia di vittime innocenti). In questo mondo che il Signore vorrebbe in pace si predica sempre di più che l’unico modo per avere la pace sia quello di preparare la guerra, anche se ormai dovremmo aver capito che se prepari la guerra prima o poi la fai.


Ricordiamo le parole di Gesù: Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi (Gv 14,27). Non come la dà il mondo! Non ci turba più di tanto, e quindi in una certa misura lo permettiamo, che chi è potente e forte abbia il diritto di fare ciò che vuole; un mondo dove i potenti, eletti o meno democraticamente, pensano di poter fare tutto, cambiando le leggi se ci riescono, o infrangendole, se necessario. Un mondo in cui ci lamentiamo, anche troppo, ma non ci scomodiamo, non lasciamo le comode poltrone, non ci prendiamo a cuore il bene di tutti, alla metà degli italiani non interessa neanche più esprimere il proprio pensiero andando a votare. E’ necessario camminare insieme, fare ciascuno la propria parte, valorizzare ogni pensiero, iniziativa, gruppi, associazioni, politici, volontari, e diremmo ogni uomo di buona volontà, tutti coloro che sanno coltivare la speranza, e per questo si impegnano, anche pagando di persona. 

Si vis pacem, para pacem 

Se vuoi la pace prepara la pace: preferisco queste parole, questo modo di pensare alla pace, che non quello più in voga oggi (da parte di chi, in realtà?): Si vis bellum, para bellum, Se vuoi la pace prepara la guerra. Preferisco che si segua la strada indicata da don Tonino Bello e non quella dei troppi politici pronti a investire ingenti capitali per le armi, sottraendoli a tante altre emergenze che affliggono soprattutto i più poveri. Papa Leone all’Angelus nel giorno di Santo Stefano: Chi oggi crede alla pace e ha scelto la via disarmata di Gesù e dei martiri è spesso ridicolizzato, spinto fuori dal discorso pubblico e non di rado accusato di favorire avversari e nemici. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni: La pace è un bene prezioso quando la si possiede e da ricercare con ogni sforzo quando la si perde. Questo lo comprende più di chiunque altro chi conosce la guerra ed è preparato a fronteggiarla. Secondo Giorgia Meloni il detto “Si vis pacem para bellum” è un messaggio pragmatico, non bellicista. Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: La pace, in realtà, è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio. (Discorso di fine anno). Strage di Capodanno Quaranta ragazzi e ragazze morti, e oltre centoventi feriti, nell’incendio che ha distrutto un locale a Crans-Montana, in Svizzera, nella notte di Capodanno. Una tragedia che ci scuote. Giovani vite spezzate e famiglie provate da un dolore insopportabile. E’ il momento del silenzio, della pietà, della compassione e della preghiera.

Ri(flessioni) 

1. Suicidi in carcere - Questa volta conosciamo il nome: si tratta di Christian Guercio, 38 anni. Persona molto conosciuta per la sua passione musicale. Di professione elettricista. E’ accaduto lunedì sera, 29 dicembre, nel carcere di Asti: si è impiccato in cella, con un lenzuolo. E’ il primo caso di suicidio in quel carcere dalla sua inaugurazione nel 1991. - La sera dell’ultimo dell’anno, nel carcere di Alessandria un detenuto si tolto la vita infilando la testa in un sacchetto e inalando gas. Di lui, per ora, si sa solo che era italiano. E’ il settantanovesimo detenuto che si è suicidato nel corso del 2025. Tante tragedie, vite che si sono concluse nella disperazione e nella solitudine, parenti e amici con un dolore difficile da gestire. Nell’incapacità di fare tutto il possibile per evitare queste morti.

2. Morto in carcere Un detenuto somalo, di soli quarant’anni, è morto la sera del primo dell’anno in seguito a un malore che lo ha colpito mentre stava lavorando. E’ accaduto nel carcere di Teramo. 

3. Ma ne vale la pena? Botti di Capodanno: ne vale davvero la pena? Sorvolando per il momento su quanto è stato speso per l’acquisto, e credo si tratti di una cifra consistente; e lasciando perdere anche considerazioni etiche, guardiamo alle cifre ufficiali fornite dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza, su quanto è successo la notte dell’ultimo dell’anno. Un uomo è morto a causa dell’esplosione di un petardo. Numero dei feriti: 283 di cui 54 gravi e sono stati ricoverati. Dodici sono stati i ferimenti dovuti a colpi da armi da fuoco. Sessantotto i minorenni che hanno avuto incidenti. Quanti altri guai sono capitati?

4. Soldi per le spese militari

Nel corso del 2024 le spese militari a livello mondiale sono aumentate del 9,4% rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza ininterrotta da dieci anni e raggiungendo la cifra di 2.718 miliardi di dollari, ovvero il 2,5 del PIL mondiale Ma per molti sono un affare, per altri manifestazione di potenza. Per troppi dolore e morte. 

5. Non è un gesto di pace Il Governo d’Israele vieta a 37 organizzazione umanitarie di proseguire le opere di aiuto alla popolazione stremata. Tra le quali Medici senza frontiere, Oxfam e Caritas Gerusalemme, che dovranno cessare ogni attività entro il primo marzo e lasciare Gaza. In nome della sicurezza. Non certo dei deboli e di chi sta soffrendo. dt.

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