LETTERA AI MIEI GENITORI di Giacomo L.

 


Ciao miei angeli custodi! Come sapete questa lettera è rimasta “sospesa” nella mia testa da tempo immemore; infondo sono “solo” 27 anni che non ci siete fisicamente lasciando quel vuoto incolmabile che può comprendere solo chi lo ha provato. Ma sapete anche che ho la testa dura e che spesso devo sbatterla forte per capire. Ma capire cosa vi chiederete. Forse quanti sbagli, quanti errori ho commesso in questi 56 anni, ma anche quante gioie, anche quante vittorie che ho potuto vivere grazie ai vostri insegnamenti e dalla vostra educazione. O forse per capire che è solamente giunto il momento di mettere nero su bianco il “frullatore” di pensieri che spesso allontano facendo finta di distrarmi. Ma qui a Sanquirico da quasi 13 mesi è forse giunto quel momento: quello di smetterla di distrarsi o almeno provarci. 

Di cose da dirci/dire ce ne sarebbero talmente tante ma parlerei solo io e parlare senza avere l’opportunità di aprire un confronto o avere il vostro consiglio è parecchio difficile. Potremmo fare una cronologia di avvenimenti o di persone che hanno cambiato la mia vita: potremmo parlare di E., delle ragazze, di P…. E. che subito dopo la vostra morte è diventata mia moglie – oggi ex - che mi ha amato, con la quale abbiamo costruito una famiglia facendo crescere quelle che oggi sono le ragazze: già L. e R., le due meraviglie della natura che sono le vostre nipoti ma che purtroppo voi non avete avuto modo di conoscere e vederle crescere. Quanta fatica farle crescere ma la gioia di averle avute e viste crescere, sta fatica, te la fa completamente dimenticare, coperta da tutte quelle gioie quotidiane che erano in grado di regalare. 

Se foste qui con me la vostra domanda sarebbe “perché parli al passato”. Perché oggi purtroppo le ragazze sono lontane e probabilmente la lontananza non è solo dovuta alla mia carcerazione, ma credo che il nostro rapporto sia “filtrato” da chi un tempo mi amava ma che oggi mi considera il peggiore dei bastardi di questa terra, e che fino a poco tempo fa ha soprannominato P., “la troia”. Eh si P., quella meravigliosa donna che mi ama da anni, che ha avuto la forza di sopportare tutte le cazzate che ho fatto, che ancora oggi malgrado tutto, è ancora lì ad aspettarmi. Potremmo parlare di G., M., P., che malgrado tutti questi folli anni di lontananza scopro essere ancora lì con la forza di volontà di dare una mano a sto fratello/zio che per anni appunto, è stato solo un nome: c’erano quando ho lottato con la morte durante il mio ricovero, c’erano quando mi hanno aperto il torace per salvarmi, c’erano quando ho divorziato, ci sono durante la mia reclusione.

Qui a Sanquirico è facile scremare l’agenda di chi ti vuole bene veramente ed i nomi come vedete sono veramente pochi e si diventa sempre più consapevoli di chi ti è sempre stato vicino e chi lo ha fatto solo per mero opportunismo, chi in questi anni ho trascurato ma che è sempre pronto a darmi un cenno di amicizia, amore e fratellanza. Già la fratellanza; quella che qui in carcere ti fa considerare fratello chiunque ti fa capire il vero significato di darsi tutti una mano, anche con piccoli gesti e sentire quel grazie che ti riempie il cuore. Ci sarebbe tanto altro da dire, ma adesso sta prevalendo quel gran senso di vuoto che avete lasciato, grande, enorme, incolmabile, ma devo sempre ringraziarvi per avermi guidato su questa lunga strada che dritta o piena di curve, abbiamo percorso assieme. 

Solo oggi capisco i perché di tante scelte, dei sacrifici fatti, degli sbagli commessi, ma purtroppo al passato non c’è rimedio e solo percorrendo sta strada potrò vedere cosa mi riserva il futuro, cosa è scritto nel mi destino. Aspetto quell’illuminazione che mi indichi la via, consapevole del fatto che voi mi state indirizzando verso quell’io che sono. Grazie per tutto e vi prego di continuare a vigilare su L., R. e P.; loro sono più importanti della mia stessa vita.

                                                                                          Monza, 2 dicembre 2025

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Giacomo è stato scarcerato, è finalmente libero. Ha fatto parte della nostra redazione per oltre un anno. Questo è uno dei suoi ultimi articoli. Buona fortuna Giacomo, ti ricorderemo con affetto.

 

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