La storia di Tyrone
Per me era tutto bellissimo, circondato e coccolato da tutti, ogni giorno, da tutti fino ai primi anni di scuola, quando per forza di cose ho iniziato a sentirmi diverso dagli altri, non avendo una famiglia normale, non avendo un padre e soprattutto dovendo in qualsiasi circostanza evitare di parlare della mia famiglia nell'imbarazzo più totale proprio perchè diversa. Sentivo parlare gli altri bambini del proprio papà come un super eroe ed io non lo avevo, i miei super eroi erano i miei nonni. Riesco per la prima volta a sentire la voce di mio padre solamente quando, nel pieno di una crisi emotiva, mia nonna non riuscendo più a calmarmi decide di chiamarlo. L'unica cosa che ho sentito da quella voce è stata di fare il bravo e comportarmi bene, dopo di che il silenzio per sempre. Negli anni a seguire mia mamma rimane incinta del suo nuovo compagno, futuro marito regalandomi una sorellina ma io non li ho voluti seguire nella nuova casa perchè la mia vita era a casa dei miei nonni come è sempre stato dal primo giorno.
Ricordo la fine delle scuole medie come uno dei primi capolinea, un cumulo, un troppo pieno di sensazioni ed emozioni di una intera vita che trova rimedio e sollievo con l'assunzione della droga. Fumavo di continuo, ogni giorno, l'effetto della cannabis mi allontanava dagli innumerevoli mostri che avevo dentro di me facendomi stare bene. Inizio le scuole superiori, un indirizzo che non ho scelto sulla base delle mie passioni ma che mi è stato quasi imposto da altri con la presunzione di fare il mio bene; alla fine del primo anno accuso l'ennesimo crollo emotivo provocato dalla vergogna e l'imbarazzo quotidiano dovuto alla mia obesità. Non mi accettavo, non accettavo ancor più per l'ennesima volta il macigno sociale di essere diverso dai miei amici, coetanei, compagni di scuola e chiunque altro mi circondasse in quel periodo.
Inevitabilmente inizio a non voler mangiare più arrivando al punto di vomitare anche solo sentendo gli odori del mangiare, ammalandomi, perdendo decine di kg di mese, in mese. Devo ai miei nonni e a una zia in particolare il merito della mia guarigione avvenuta come risultato dell'enorme amore, delle attenzioni e premure che non hanno mai smesso di donarmi. Quello stesso anno a scuola, vuoi per le troppe assenze vuoi perchè non mi piaceva proprio andare, venni bocciato e nel secondo anno da ripetente abbandonai del tutto gli studi. Nei due anni successivi iniziai lavori saltuari per poi trovare impiego in una carrozzeria, ma a causa di continui litigi con il fratello del titolare, mi licenziai. Dopo alcuni mesi senza lavoro fui assunto in una ditta come imbianchino cartongessista, purtroppo anche questa esperienza non durò molto poichè la ditta fallì e mi ritrovai nuovamente senza lavoro. Avevo 17 anni quando durante una serata in discoteca con amici conobbi una ragazza più grande di me, ben 4 anni, era molto bella, bionda con due occhioni grandi castani che mi hanno incantato e da quella sera non ci siamo più separati. Era una ragazza che aveva sofferto, uscita da una relazione difficile con un uomo di quindici anni più grande, con problemi di tossicodipendenza, che le rubava soldi per procurarsi ogni giorno droga. Anche lei faceva uso di sostanze ed inutile dire che iniziai anche io assiduamente con quella porcheria. Ho dato tutto me stesso in quella relazione, nonostante tutto mi rendeva importante, avevo verso di lei un grande senso di protezione che dava un senso a ogni mia giornata. Dopo il terzo anno di relazione venni lasciato ritrovandomi solo nella casa in cui eravamo andati a convivere.
L'inizio del mio crollo totale avviene quando simultaneamente alla separazione viene diagnosticato a mia nonna l'inizio di un male terribile come la Sla. Da quel momento in avanti trovai rifugio esclusivamente in alcool e droga, come non bastasse, da lì a breve scopro la nuova relazione della mia ex con il mio migliore amico, era come un fratello per me, fu una batosta inspiegabile sapere che i due aspettavano anche un bambino.
Fu l'inizio della fine, avvolto da un senso di incapacità, pensavo di essere io quello sbagliato e mi abbandonai ad una vita a dir poco sregolata che mi impegnava ogni giorno per tutto il giorno a recuperare soldi da spendere in dosi. Feci il mio primo viaggio in Brasile inventando con la famiglia di essere fuori per lavoro in Francia, quando in realtà stavo facendo qualcosa più grande di me nel trasportare ben 3kg di cocaina. Venni scoperto all'aeroporto di Fiumicino, mi hanno portarono dritto in carcere all'insaputa di tutti con una pena di sei anni da scontare. Affrontai la mia prima carcerazione con tutte le difficoltà del caso che mai avrei immaginato di superare pian piano con l'aiuto degli altri detenuti che mi hanno accolto e confortato da subito.
Un giorno come tanti vengo accompagnato da un agente all'ufficio matricola, all'inizio pensavo di dover ricevere una notifica o un atto, mai nella vita avrei immaginato di ricevere la notizia del decesso di mia nonna. E' stato un momento per me ancora ad oggi indescrivibile, un dolore incontenibile sfociato in un pianto incessante per aver perso la persona più importante, più amata e speciale di tutte, con il rimorso di non averla nè vista nè salutata, anche solo per l'ultima volta, anche solo per ringraziarla per tutto ciò che aveva fatto per me sin dal primo giorno di vita. Ho potuto solamente condividere il mio dolore enorme con mio nonno, altrettanto speciale che mai ha smesso di venirmi a trovare ai colloqui familiari continuando ad essermi vicino senza mai abbandonarmi.
Grazie a quest'ultimo sono riuscito nel mio percorso carcerario ad ottenere un lavoro in un ristorante bellissimo di Monza ottenendo così la scarcerazione. Ero al settimo cielo, super felice sia per aver ritrovato il mondo fuori sia per aver finalmente iniziato una nuova sana vita lavorando soprattutto con passione in quel settore da me sempre desiderato. Un vero e proprio sogno, durato poco più di una settimana in libertà prima di essere nuovamente arrestato per associazione che ha lasciato il posto alla totale disperazione sgretolando in meno di un attimo tutti i nuovi progetti di vita.
Pensavo, o meglio riuscivo solo a pensare all'ennesima
delusione e sofferenza recata in famiglia, a tutte le persone che avevano
creduto in me, sentivo davvero di aver tradito la fiducia di tutti.
Ancora una volta sono crollato nel baratro perdendo
tutto, il lavoro, la libertà, la vicinanza alla mia famiglia e cosa più
importante di tutte la possibilità di ricostruire la mia vita con la differenza
rispetto a tutte le altre volte di non poter più cadere negli stessi errori
salvaguardato dalle mura del carcere.
- art. pubblicato sull'inserto Oltre i confini Beyond Borders del Cittadino di Monza e Brianza
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Oggi Tyrone ha riacquistato la sua libertà e lavora come pasticcere in centro Monza.
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