PERDONO
Là, dove il tempo pesa e la memoria trattiene ombre profonde, è nata una poesia che parla di perdono. Ogni verso è un passo verso l'altro e verso se stessi, un tentativo di sciogliere nodi, di restituire un nome alla speranza. Il perdono viene descritto come un seme pronto a germogliare nel terreno più duro. In questa poesia, scritta dai detenuti della Casa Circondariale di Monza, il tema del perdono emerge come un cammino difficile ma necessario, un varco che permette di guardare oltre gli errori e le ferite del passato. Parole nate in un luogo di sospensione che si fanno più autentiche, una riflessione che invita chi legge ad interrogarsi sul senso profondo del perdonare come atto che libera, ricostruisce e restituisce nuovo spazio alla possibilità di cambiamento. - A. Carrabs
Perdonare mi ha reso libero e in pace con me stesso
quando ho capito che l'odio
stava prendendo il sopravvento sulla rabbia
quando ho sentito un peso sul
cuore che mi soffocava
ho incominciato a
perdonare i miei silenzi
ho avuto gesti d'amore prima di
tutto verso me stesso.
questo richiede coraggio, non sacrificio
è un gesto di umanità che ci
rende migliori.
Oggi perdono i mei nemici, perdono chi mi ha fatto del male.
Saper perdonare è un grande
gesto di generosità
è un esempio per tutti
vuol dire imparare a vivere il presente
abbandonando le ancore del passato, per vivere liberi in futuro.
Non perdonare è come bere un pò di veleno, giorno dopo giorno
e sentirsi persi smarriti nel buio.
Ho perdonato quando mi hai
tradito e lo farei mille volte ancora
perché ho bisogno di te.
- Redazione Oltre i Confini Beyond Borders - Casa Circondariale Sanquirico Monza
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