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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

GATTOPARDISMO di Giancarlo Dadda

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  “Quisquilie, pinzillacchere”: era un famoso intercalare di Totò. Lo si può applicare, alla seconda circolare del Dap sulla partecipazione delle comunità esterne alla vita dei carcerati negli istituti non di alta sicurezza e simili. Cambia, meglio, si precisa che, il termine “autorizzazione” viene sostituito con “nulla-osta” e che “congruo”, riferito al periodo per l’invio delle richieste, deve essere di non oltre 7 giorni prima di qualsiasi evento e che la risposta deve essere data dall’amministrazione entro 2 giorni. Autorizzazione e nulla-osta su tutti i vocabolari sono indicati come sinonimi, semmai la seconda locuzione risulta un po’più burocratica. Importante, positivamente, invece l’indicazione di 7 giorni come termine ultimo per la presentazione delle varie iniziative. Meglio ancora la precisazione della scadenza di 2 giorni per la risposta da parte del Dap. Ma la sostanza, grave, rimane: tutte le richieste dovranno essere inviate non più al PRAP, Provveditorato regional...

Un Natale diverso di Gian Luca R. sez. Luce

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Cari amici,  ovunque si respira l’aria natalizia, le strade e le piazze si accendono, le luminarie, le vetrine dei negozi e i mercatini di Natale addobbati a festa accolgono gli italiani che, nei week-end, si riversano nelle strade dello shopping. E’ iniziata la corsa ai regali. Ci sono però luoghi e persone che vivono questo periodo con tutt’altro spirito, donne, uomini, intere famiglie con alle loro spalle vite difficili, nate con un destino diverso, dove la povertà,  l’emarginazione, il disagio e la mancanza di educazione hanno segnato per sempre le loro vite. Persone che, per cause diverse hanno sbagliato, hanno commesso dei reati e ogni sono detenute nelle nostre carceri e vivono la loro detenzione in condizioni disumane a causa del sovraffollamento e delle condizioni fatiscenti di tanti istituti di pena. In questi luoghi la sofferenza, la solitudine la difficoltà d’intraprendere veri percorsi di educazione e reinserimento nella società sovrasta qualsiasi festività, anz...

Numero 52/25 25 dicembre 2025 Settimanale di varia umanità carceraria a cura di don Tiziano Vimercati, cappellano del carcere di Monza

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Natale del Signore Natale, questione di amore  Il Natale può essere anche il mistero del rifiuto. Dice il vangelo di Giovanni, nella terza messa di oggi: Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. Da Erode ai nostri giorni non è certo una novità rifiutare Gesù. Non sempre in modo eclatante e neanche dichiarato. Oggi è l’indifferenza il modo con cui gli uomini lo rifiutano. Non si scomodano di riflettere, di confrontarsi. E’ bastata una delusione, una cattiva testimonianza di chi è cristiano, un appellarsi agli errori del passato per allontanarsi da Gesù. E alle volte niente di tutto questo: si sono semplicemente allontanati senza in realtà essere mai stati vicini. Ignorare una persona, essere indifferenti, non lascia spazio a niente, a nessun ripensamento, è come se quella persona non esistesse. Ma anche chi crede può cadere in una sostanziale indifferenza. Gesù si fa bambino affinché noi potessimo prenderlo in braccio; le nostre mani, però, sono spesso troppo impegnate. E no...

LETTERA AI MIEI GENITORI di Giacomo L.

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  Ciao miei angeli custodi! Come sapete questa lettera è rimasta “sospesa” nella mia testa da tempo immemore; infondo sono “solo” 27 anni che non ci siete fisicamente lasciando quel vuoto incolmabile che può comprendere solo chi lo ha provato. Ma sapete anche che ho la testa dura e che spesso devo sbatterla forte per capire. Ma capire cosa vi chiederete. Forse quanti sbagli, quanti errori ho commesso in questi 56 anni, ma anche quante gioie, anche quante vittorie che ho potuto vivere grazie ai vostri insegnamenti e dalla vostra educazione. O forse per capire che è solamente giunto il momento di mettere nero su bianco il “frullatore” di pensieri che spesso allontano facendo finta di distrarmi. Ma qui a Sanquirico da quasi 13 mesi è forse giunto quel momento: quello di smetterla di distrarsi o almeno provarci.  Di cose da dirci/dire ce ne sarebbero talmente tante ma parlerei solo io e parlare senza avere l’opportunità di aprire un confronto o avere il vostro consiglio è parecchi...

La storia di Tyrone

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  Desidero, in questo breve ma intenso scritto, regalarvi il racconto della mia, purtroppo difficile storia di vita. Nasco l'undici novembre da una ragazza madre, una ragazza giovanissima rimasta sola una volta incinta. Il suo compagno l'ha abbandonata.  Mia mamma, data la sua giovane età, è rimasta a casa dei miei nonni grazie ai quali ho avuto un' infanzia bellissima. Sin dal primo giorno di vita sono stati proprio i miei nonni a farmi da genitori e i miei zii, ben sei, sono stati sempre per me come fratelli vivendoci ogni giorno insieme sotto lo stesso tetto. Per me era tutto bellissimo, circondato e coccolato da tutti, ogni giorno, da tutti fino ai primi anni di scuola, quando per forza di cose ho iniziato a sentirmi diverso dagli altri, non avendo una famiglia normale, non avendo un padre e soprattutto dovendo in qualsiasi circostanza evitare di parlare della mia famiglia nell'imbarazzo più totale proprio perchè diversa.  Sentivo parlare gli altri bambini del pro...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza di don Tiziano Vimercarti, cappellano del carcere di Monza

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Numero 51/25 21 dicembre 2025 Quarta domenica di Avvento Natale, quella solitudine spezzata. Tra pochi giorni è di nuovo Natale. Una festa che in un modo o nell’altro prende un po’ tutti. Anche chi dichiara che del Natale non gli importi proprio niente. O più spesso per chi il Natale è un supplemento di sofferenza. Speriamo passino in fretta queste feste, dicono coloro che hanno paura della solitudine, in quei giorni lancinante, coloro che sentiranno la mancanza di una persona cara che ha già lasciato questa vita; mi pesano questi giorni di Natale che anche quest’anno dovrò passare in carcere, mi ha detto proprio ieri un detenuto, senza del resto sorprendermi. Per molti, che pure hanno pesi e preoccupazioni non da poco, sono giorni che vivranno in modo diverso. Giorni benedetti perché si pensa un po’ anche agli altri, a chi è vicino ma non solo; si desidera stare insieme, farsi qualche regalo sincero, e non obbligatorio o di convenienza. Il Natale è di tutti perché capace di risvegliar...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 50/25 14 dicembre 2025 Terza domenica di Avvento di don Tiziano Vimercati cappellano del carcere di Monza

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Dobbiamo aspettarne un altro?  Forse a noi non risulta difficile immaginare il senso di profonda angoscia che sta provando Giovanni Battista, l’uomo del deserto, il profeta che aveva battezzato Gesù nel fiume Giordano. Rinchiuso in un carcere, consapevole che la sua vita potrebbe terminare a breve. E’ il momento della verità, quando si pesa l’intera esistenza, quando ci si chiede se valeva la pena vivere per ciò per cui si è vissuti. Con il rischio di dover ammettere, non tanto che è stato compiuto qualche errore e qualche incidente di percorso, ma che l’impostazione stessa della vita era sbagliata, illusoria e superficiale. Una domanda pone Giovanni Battista a Gesù, attraverso i suoi discepoli che, se ci pensiamo bene, è davvero il segno di una grande angoscia: Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro? Per uno che aveva puntato tutto sull’imminente venuta del messia è come sentir crollare la terra sotto i piedi. Nessuno è al riparo dalle fatiche del credere, non...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza Numero 49/25 7 dicembre 2025 Seconda domenica di Avvento - don Tiziano Vimercati cappellano del carcere di Monza

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La casa non cade se ci sono persone che si fanno avanti Noi conosciamo la vita, sappiamo distinguere i sogni dalla realtà, le parole dai fatti, non ci lasciamo illudere che sia possibile un mondo di pace, certamente da desiderare ma non realizzabile. Sappiamo che nella vita ti deve arrangiare e, se proprio serve, anche con metodi non del tutto limpidi. Sappiamo che i sogni sempre e solo sogni sono. Sappiamo da secoli che se vuoi la pace devi preparare la guerra. Sappiamo anche che il vangelo, in cui troppo facilmente diciamo di credere, non è da prendere veramente sul serio: troppo lontano ormai dai criteri e dalle scelte che governano il mondo moderno, lo si considera adatto per le sacrestie e per le anime belle ma disincarnate. Che altro pensare leggendo alcuni passaggi della lettura di questa domenica: Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la conoscenza del Signore riempirà la terra come le acque ricoprono il mare (Isaia 11,1-10). Questo ...

Settimanale di varia umanità carceraria C.C. di Monza - Numero 48/25 30 novembre 2025 - don Tiziano Vimercati cappellano del carcere di Monza

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Prima domenica di Avvento Avvento, e allora?  Ho sentito tante volte affermare, quasi fino alla noia, che del Natale se ne approfittano in molti. Ci vuole poco per capire il perché. La cosiddetta magica atmosfera natalizia ci avvolge e ci accompagna per diverse settimane. Il cristiano, anche lui inevitabilmente inserito in questa atmosfera, cerchi almeno di non perdere di vista l’essenziale. Oggi, però, iniziamo l’Avvento. Potremmo pensare che almeno l’Avvento sia ancora un tempo tutto sommato libero da interessi che non siano spirituali e dai tentativi di appropriarsene in qualche modo. Un tempo che ha conservato una specificità sempre attuale. Per il cristiano, in questo caso, è più facile non perdere di vista l’essenziale. Non credo però che sia proprio così. Almeno per due motivi. Allegato a un settimanale c’era un inserto con questo titolo: Calendario dell’Avvento 2025. Tipica iniziativa delle parrocchie rivolta ai bambini per risvegliare in loro il senso dell’attesa, il desid...